giovedì, 23 Settembre 2021

Oggi moriva Amy Winehouse, ha lasciato un segno indelebile

Prima di lasciarci, vince ben cinque Grammy Awards e duetta con Tony Bennett. Dannika, una ragazzina nativa di un’isola caraibica della quale l’artista si prendeva cura ci racconta che Amy Winehouse era una persona molto gentile.

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Il 23 luglio 2011 muore una delle più grandi voci del pop britannico, Amy Winehouse. Si tratta senza dubbio di una scomparsa dolorosa, improvvisa, inattesa, nessuno avrebbe mai immaginato una fine così tragica per Amy. Erano le 15.53 quando il suo corpo è stato trovato privo di vita nel letto della sua abitazione di Londra, in Camden Square. Aveva solo 27 anni, il destino di molte altre star della musica, come è accaduto per Jimi Hendrix, Janis Joplin o Jim Morrison.

Sono passati ben 10 anni da allora, tutti si ricordano di lei sebbene in molti si chiedano tutt’ora quale sia stata la vera causa della sua morte. L’autopsia non è bastata, le analisi  tossicologiche, nemmeno, sembra continui ad aleggiare sempre un po’ di mistero intorno alla vicenda. Al momento della scomparsa, Amy aveva un tasso alcolemico cinque volte superiore al limite consentito per la guida. C’è chi dice che la colpa è stata dell’alcol ma con il passare del tempo anche questa tesi è diventata meno attendibile. Sono in molti ad aver pensato ad un suicidio, una morte volontaria. Di sicuro c’è che Blake Fielder, l’ex marito della cantante ha rappresentato sempre un elemento non propriamente positivo per Amy. E’ tramite lui che l’artista ha cominciato ad assumere eroina, crack, e addirittura si è avvicinata all’autolesionismo.

Chi era Amy Winehouse?

Amy è nata in una cittadina a nord di Londra, Enfield, da una famiglia di origine ebrea. All’età di 14 anni Amy acquista una chitarra componendo così le sue prime canzoni. Nel 2003, pubblica il suo album di debutto “Frank” e nel 2006, arriva al successo con il secondo album autobiografico “Back to black”.

I premi si susseguono, vincendo il Brit Award come miglior artista solista donna britannica e riceve la nomina al Mercury Prize per l’album dell’anno. Tra il primo e il secondo album la cantante perde quattro taglie.

Inconfondibile è il suo look, l’acconciatura dei capelli, il trucco da diva e il suo timbro vocale. Come abbiamo visto, purtroppo, il suo successo non è durato a lungo, ma prima che il destino le si scagliasse contro, Amy riesce a vincere ben cinque Grammy Awards e a duettare con Tony Bennett. Tutt’oggi è meta di pellegrinaggio la sua tomba che si trova nel Cimitero Edgwarebury a Edgware, nel Regno Unito.

La Bbc ha dedicato un documentario alla cantante, “Amy” uscito nel 2015, che racconta la vita tumultuosa di questa grandissima artista. Sono in molti ad essere convinti che Amy avrebbe potuto salvarsi, a partire dalla sua famiglia. Se Amy Winehouse avesse adottato Dannika, una ragazzina nativa di un’isola caraibica, della quale l’artista si prendeva cura, probabilmente qualcosa sarebbe andato diversamente. Oggi Dannika si sente responsabile di quanto avvenuto, affermando:

“So di aver avuto un grande impatto sulla vita di Amy perché quando eravamo insieme lei era sempre pulita e mai triste”, ha raccontato la ragazza oggi ventenne. Aggiungendo: «Non è mai stata ubriaca o drogata perché voleva essere responsabile ed era una persona molto gentile. Sono convinta che se mi fossi trasferita a Londra, sarei stata in grado di salvarla».

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