martedì, 19 Ottobre 2021

Covid Birmania, negati ossigeno e cure: la giunta militare ricatta il popolo

Ieri il ministero della Salute, controllato dalla giunta, ha riportato 6.093 nuovi casi di contagio e 247 decessi; 246.663 contagi da inizio pandemia e 5.814 vittime. 

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Ennesimo attacco ai diritti umani da parte della giunta militare birmana che, in base alle testimonianze del personale sanitario raccolte da Cnn, utilizza il covid come arma contro la popolazione. Medici e volontari riferiscono che i militari limitano le vendite di ossigeno al pubblico e rifiutano di curare i malati di Covid negli ospedali dell’esercito.

La conseguenza è che molti cittadini preferiscono curarsi da soli a casa per non essere respinti all’ingresso degli ospedali a causa della carenza di ossigeno, di medicinali e di letti, oltre alla carenza di personale. Ieri il ministero della Salute, controllato dalla giunta, ha riportato 6.093 nuovi casi di contagio e 247 decessi; 246.663 contagi dall’inizio della pandemia e un bilancio complessivo di 5.814 vittime.
Intanto l’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici (Aapp), ong per la difesa dei diritti umani basata in Thailandia, riporta che i morti accertati dall’inizio delle proteste anti-golpe sono 929.

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