lunedì, 25 Ottobre 2021

Finanziamenti garantiti dallo Stato, maxi frode da 7 milioni di euro: 41 indagati in mezza Italia

La maxi frode ha danneggiato l’economia legale a discapito dell’imprenditoria onesta. La strategia ha permesso l'acquisizione di un totale di 6,9 milioni di euro, dei quali 1,7 garantiti dallo Stato.

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Questa mattina è stata eseguita una misura di custodia cautelare dai Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli della Direzione Interregionale Liguria Piemonte e Valle d’Aosta, in cooperazione con le Fiamme Gialle, nei confronti di una società criminosa attiva principalmente su Genova, solita appropriarsi illecitamente di finanziamenti bancari garantiti dallo Stato, a favore di società fantasma che poi venivano indirizzate verso il fallimento. Lo rende noto l’Ufficio stampa della Guardia di Finanza con un comunicato arrivato in redazione.

Sono stati sequestrati preventivamente alcuni conti corrente ed altri rapporti finanziari per oltre 2,3 milioni di euro, cioè le quote delle società coinvolte nella maxi-frode. La custodia cautelare in carcere è destinata al capo della società criminosa.

Le indagini sono iniziate attraverso un’altra collaborazione tra Agenzia delle Dogane e Monopoli e Guardia di Finanza, durante la quale era stata scoperta una maxi frode fiscale nel settore della commercializzazione di veicoli, anche di pregio, in totale evasione dell’IVA.  

Le società “cartiere” utilizzate per l’acquisto dei veicoli, una volta esaurito il loro primario compito “truffaldino”, venivano utilizzate per acquisire anche finanziamenti bancari di notevole importo, perlopiù garantiti dallo Stato Italiano tramite il Fondo di Garanzia del Medio Credito Centrale. Sono proseguite le indagini, che attraverso le intercettazioni telefoniche, controllo sul territorio ed indagini patrimoniali, hanno dato alla luce oltre 100 mila operazioni bancarie.

Sono 41 le persone, di cui molte già note alle Forze dell’Ordine, finite nel registro degli indagati, le quali hanno fatto luce sul modus operandi della società criminosa: tramite soggetti “prestanome”, vi era una preventiva costituzione o acquisizione del controllo di una vera e propria galassia di società di capitali (molte delle quali sull’orlo del fallimento e tutte rigorosamente inattive); i bilanci delle società, artatamente falsificati, venivano successivamente utilizzati al fine di attrarre ingenti finanziamenti erogati dal sistema bancario ed assistiti oltremodo dalla garanzia statale a favore delle medie imprese.   

La strategia utilizzata dalla banda ha permesso l’acquisizione di un totale di 6,9 milioni di euro, dei quali 1,7 garantiti dallo Stato; denaro distratto ed anche reinvestito in ulteriori attività economiche, che ha danneggiato l’economia legale a discapito dell’imprenditoria onesta, ovvero destinato a beneficio esclusivo degli organizzatori dell’associazione per delinquere.  

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