martedì, 30 Novembre 2021

Perù, Castillo proclamato presidente: Fujimori riconosce la sconfitta

Castillo su Twitter: "È giunto il momento di invitare tutti i settori della società a costruire insieme, in questo Bicentenario, un Perù inclusivo, un Perù giusto, un Perù libero.

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Pedro Castillo, candidato della sinistra radicale è stato proclamato ieri sera vincitore delle elezioni presidenziali in Perù, con oltre un mese di ritardo dallo spoglio delle schede elettorali del secondo turno.
Proclamo presidente della Repubblica José Pedro Castillo Terrones“, ha detto il presidente della Giuria elettorale nazionale (Jne), Jorge Luis Salas, nel corso di una breve cerimonia virtuale.

Confermati, dunque, i risultati forniti qualche settimana fa dall’Ufficio nazionale dei processi elettorali (Onpe): al termine dello scrutinio del 100% dei voti, l’Onpe aveva decretato Castillo, 51 anni, vincitore con il 50,12% delle preferenze, contro il 49,87% della rivale Fujimori, 46 anni. Castillo entrerà in carica il 28 luglio, giorno in cui scade il mandato del presidente ad interim Francisco Sagasti.

Fujimori, figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori (1990-2000), che all’inizio di luglio aveva contestato la vittoria del suo avversario, durante una conferenza stampa ieri ha riconosciuto la sconfitta: “Annuncio che adempiendo ai miei impegni, al mio impegno verso tutti i peruviani, al (premio Nobel) Mario Vargas Llosa e alla comunità internazionale, riconoscerò i risultati, perché è quello che richiedono la legge e la Costituzione che ho giurato di difendere“.

Nel ringraziare “il popolo peruviano per questa storica vittoria!“, il presidente eletto, leader del partito Perù Libre, su Twitter, ha sostenuto che “è giunto il momento di invitare tutti i settori della società a costruire insieme, in questo Bicentenario, un Perù inclusivo, un Perù giusto, un Perù libero. Senza discriminazioni e rispettoso dei diritti e tutti“. “Chiediamo ai popoli di discendenza afro, della Costa, delle Ande e dell’Amazzonia, alla classe operaia e ai loro sindacati, alle comunità indigene e contadine e a tutta la società di contribuire a rendere bella questa Patria“, ha proseguito, concludendo: “Oggi, sorelle e fratelli, inizia una nuova tappa della nostra storia“.

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