domenica, 1 Agosto 2021

Variante Delta, Farnesina e OMS invitano alla cautela: rischio sanitario per chi viaggia

L'appello della Farnesina e dell'OMS a considerare il rischio sanitario legato ai viaggi, con la variante delta maggioritaria e la popolazione non ancora del tutto immunizzata, e dotarsi di assicurazione ad hoc.

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Con l’aumento dei contagi legati alla diffusione della variante Delta del virus Sars-Cov-2, ormai presente in 111 Paesi del mondo, secondo i dati riferiti al periodo 5-10 luglio, e la riapertura ai viaggi internazionali, i rischi sanitari non possono essere ignorati.

Così la Farnesina si è espressa a riguardo dei viaggi all’estero, invitando alla cautela, ma soprattutto alla presa di coscienza che ogni viaggio verso un Paese diverso dal proprio comporta il rispetto della normativa vigente in quel determinato Paese: “In particolare, nel caso in cui sia necessario sottoporsi a test molecolare o antigenico per l’ingresso in Italia o per il rientro nel nostro Paese da una destinazione estera, si rammenta che i viaggiatori devono prendere in considerazione la possibilità che il test dia un risultato positivo. In questo caso, non è possibile viaggiare con mezzi commerciali e si è soggetti alle procedure di quarantena e contenimento previste dal Paese in cui ci si trova“.

Con queste parole il Ministero degli Esteri ricorda, in questa fase della pandemia, a tutti i cittadini italiani, i quali, per qualsivoglia necessità decidano di recarsi all’estero, di valutare bene il rischio sanitario, considerando anche la possibilità di dove effettuare un periodo di quarantena prima di poter rientrare in Italia, in caso si positività al virus, ed esortando a “dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi a Covid-19”.

Anche l’Organizzazione mondiale della Sanità chiede cautela, ribadendo come ormai, data la velocità con cui la variante delta sta diventando quella predominante nel mondo, sarà molto “probabile che la maggiore trasmissibilità associata a questa variante si traduca in aumento dell’incidenza dei casi Covid e maggiore pressione sui sistemi sanitari, in particolare in contesti di bassa copertura vaccinale“.

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