lunedì, 25 Ottobre 2021

Google, giunge al termine l’era dei cookies? Carlo Noseda guida verso il futuro dell’ADV

E se smettessimo di ritrovarci sommersi dei fastidiosi cookies quando apriamo un qualsiasi sito? Il presidente IAB illustra il futuro di Google nel settore.

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Google cambia i connotati: è in arrivo il nuovo core update, su richiesta da parte degli operatori del settore. In una dimensione dove il cambiamento e l’innovazione sono all’ordine del giorno, l’aggiornamento è la parola chiave dell’adv digitale.

Carlo Noseda, presidente di IAB Italia, ha spiegato che per l’universo dell’azienda, composta da 200 soci tra agenzie, aziende investitrici, editori e AD tech, l’obiettivo comune è a medio-lungo termine. “Non sono state annunciate da parte di Google novità particolari se non che editori, investitori pubblicitari e agenzie dovranno essere pronti per il futuro senza cookie di terze parti che, non sarà più dal 2022 ma è stato rinnovato a fine 2023. Cambiano i tempi ma la sostanza rimane la stessa. Avremo più tempo. E per questo è opportuno sperimentare con le diverse soluzioni già oggi per valutarne la performance”, dice Noseda.

Il tema nel settore è estremamente delicato, cosa vuol dire cookieless? “In sintesi, il futuro cookieless riguarda il blocco da parte dei browser dei cookie di terze parti, quelle porzioni di codice che vengono salvate nel pc dell’utente che servono per il tracciamento della sua navigazione e costruire un profilo da utilizzare per poter offrire agli utenti pubblicità pertinenti e quindi personalizzate secondo i loro interessi”, ha spiegato.

Come devono comportarsi i protagonisti del settore? “Non c’è una soluzione univoca, si stanno esplorando essenzialmente tre alternative. La prima è l’utilizzo di identificativi alternativi: è il caso per esempio degli identificativi degli utenti registrati a un giornale online e di come questi, in maniera criptata e rispettando le regole della privacy, servano anche per fornire pubblicità mirata. Gli identificativi possono essere di diverso tipo (ci sono per esempio quelli universali creati da raggruppamenti di operatori), ma il concetto è quello tradizionale di una conoscenza diretta del proprio utente. La seconda soluzione è quella della pubblicità contestuale, ovvero legata ai contenuti che il lettore sta leggendo in quel momento. Infine c’è la possibilità di targetizzare gli utenti non singolarmente ma in quanto appartenenti ai grandi gruppi di interesse. È probabile che queste soluzioni saranno utilizzate congiuntamente in contesti e mix diversi”, spiega il presidente IAB.

Si tratta però di un appuntamento importante, a cui bisogna arrivare preparati, visto che i cookies rappresentano un valore pubblicitario importantissimo per il settore. A prescindere dalla soluzione tecnica che verrà implementata infatti, “non cambia nulla rispetto alle sfide che il mercato deve affrontare perché semplicemente il settore avrà più tempo per prepararsi. Diventa molto importante quindi testare oggi”, continua.

Ma, al momento, solo pochi lo stanno facendo: “Solo il 10% degli advertiser italiani ha dimostrato e dichiarato di aver già testato e iniziato a investire in soluzioni avanzate. Non a caso abbiamo chiamato l’incontro svolto nelle scorse settimane Cookies: from Zero to Hero perché siamo consapevoli che c’è una parte del mercato che è a zero in fatto di conoscenza di quanto accade. Di sicuro la lezione è che è importante aumentare la conoscenza del cliente. Chi ha un buon database clienti avrà un vantaggio e potrà lavorare indipendentemente dal contesto dei cookie”, conclude.

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