giovedì, 2 Dicembre 2021

Azzurri in trionfo per Roma, il Prefetto: “Avevamo negato il permesso”

Il Prefetto: "Chiellini e Bonucci hanno rappresentato con determinazione il loro intendimento al personale in servizio d’ordine; a quel punto non si è potuto far altro che prendere atto della situazione e gestirla nel miglior modo possibile".

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La festa azzurra in bus non era autorizzata. A dirlo è stato il prefetto di Roma Matteo Piantedosi al Corriere della Sera: “Avevamo negato il permesso a festeggiare la vittoria dell’Italia agli Europei sull’autobus scoperto, ma i patti non sono stati rispettati”. Venerdì scorso, ha spiegato, è stato convocato un comitato per l’ordine e la sicurezza. Il prefetto della capitale aveva concordato la linea con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e con il capo della polizia Lamberto Giannini. La riunione era stata indetta proprio per decidere che cosa fare e per questo è stata coinvolta anche la Figc, che chiedeva di consentire agli atleti della Nazionale di fare un giro per Roma su un autobus scoperto, ma è stato spiegato chiaramente che non era possibile.

Resta da capire come mai la Figc, la squadra, e tutto l’apparato di sicurezza abbiano apertamente contravvenuto ad una decisione del Prefetto e dello Stato, che aveva espressamente negato quella modalità di festeggiamenti per motivi di ordine pubblico, in primis per i problemi di contagio. Pare ci siano dei video in cui Bonucci si vede farsi portavoce della volontà della squadra e chiedere con forza il carosello azzurro.

Secondo il Prefetto “Chiellini e Bonucci hanno rappresentato con determinazione il loro intendimento al personale in servizio d’ordine; a quel punto non si è potuto far altro che prendere atto della situazione e gestirla nel miglior modo possibile”.

La complessità della situazione, in effetti, è testimoniata dalle immagini da cui si può vedere che praticamente solo la Polizia indossava la mascherina. Il Prefetto si è detto amareggiato: “Da un anno a questa parte, anche nei periodi più difficili, a Roma abbiamo sempre cercato di applicare le misure anti-covid stimolando la collaborazione dei cittadini e delle categorie produttive piuttosto che imporre misure draconiane”, ha continuato a spiegare il prefetto, che ha poi raccontato come più volte la Figc sia tornata alla carica per chiedere l’autobus scoperto e come la Prefettura abbia sempre detto no. Ma alla fine, sono stati i calciatori a decidere e “costringere” le forze dei polizia a fare come dicevano loro.

Alla fine la Prefettura è stata di fatto messa con le spalle al muro quando, al Quirinale si era riversato comunque un bagno di folla e i calciatori si erano imputati per fare il giro in bus. “Hanno sostenuto che c’era comunque già molta folla per le strade ed era forte intenzione dei calciatori di proseguire i festeggiamenti con l’effettuazione di un giro su un autobus scoperto”. Non si poteva fermarlo perché “c’erano migliaia di persone in attesa del giro in autobus, vietarlo avrebbe potuto creare problemi di ordine pubblico”, ha concluso il Prefetto.

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