domenica, 5 Dicembre 2021

Francia, Antitrust multa Google: sanzione per 500 milioni di euro

Una Cyber-lotta quella tra Google e Antitrust francese che infligge una multa al noto colosso pari a 500 milioni di euro.

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In questo duello, quanto mai attuale, sul riconoscimento dei diritti giornalistici da parte delle grandi multinazionali dell’informazione, ad avere la peggio è stata l’azienda-colosso Google: “scoccata” decisiva quella inferta dall’Antitrust francese, con una multa da 500 milioni di euro (593 milioni di dollari).

La cifra, davvero elevata, rappresenta “la sanzione più alta mai comminata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato”, secondo quanto affermato dal presidente dell’Autorità, Isabella De Silva; la ragione del provvedimento sarebbe da riscontrarsi nel mancato riconoscimento, da parte di Google, di un compenso adeguato agli editori e alle agenzie di stampa per l’utilizzo dei contenuti sui propri servizi, come Google News. L’Antitrust aveva dato precise linee guida a Google sull’argomento, in modo da garantire il giusto trattamento economico, al fine di evitare sanzioni.

Al colpo “incisivo”, l’azienda con l’utile a 17,9 miliardi di dollari (nel primo trimestre 2021), non può che cercare una contromossa altrettanto efficace: “Siamo molto delusi da questa decisione: abbiamo agito in buona fede durante l’intero processo. La multa ignora i nostri sforzi per raggiungere un accordo e ignora la realtà di come funzionano le notizie sulle nostre piattaforme. Ad oggi, Google è l’unica azienda ad aver annunciato accordi sui diritti connessi”- queste le parole di un portavoce di Google – “Stiamo anche per finalizzare un’intesa con l’Afp (Agence France-Presse) che include un accordo di licenza globale, nonché la remunerazione dei diritti connessi per le loro pubblicazioni di carattere giornalistico.

Una battaglia tutt’altro che conclusa, ma di grandissima rilevanza internazionale, sulla lotta per un trattamento equo dal punto di vista remunerativo sui diritti editoriali, in un’epoca in cui tracciare un confine in ambiti di lavoro/diritto legati al virtuale, risulta tutt’altro che semplice o scontato.

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