sabato, 31 Luglio 2021

Finanziamenti illeciti e false fatturazioni, indagato Renzi: “Saputo dalla stampa nulla da nascondere”

Nel mirino della Procura di Roma i bonifici per il documentario "Firenze secondo me" e contratti da migliaia di euro fra il leader di Italia Viva e l'organizzatore della Leopolda. Indagato anche Lucio Presta.

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Nuovi guai per Matteo Renzi. Il segretario di Italia viva e il manager dei vip Lucio Presta sono indagati dalla Procura di Roma per finanziamento illecito ai partiti e false fatturazioni. Alle radici della vicenda ci sarebbero i rapporti economici e 750mila euro di bonifici versati da Presta nelle casse dell’ex premier per il documentario Firenze secondo me, prodotto da Arcobaleno 3 della famiglia Presta.

Secondo le anticipazioni del quotidiano Domani, la Procura della Capitale ha iscritto il leader di Italia Viva nel registro degli indagati diverse settimana fa, in merito a un’inchiesta sui rapporti economici tra Renzi e l’agente televisivo. Due anni fa L’Espresso segnalò come Presta, organizzatore della Leopolda, per il progetto andato in onda sul canale Discovery, versò a Matteo Renzi circa mezzo milione di euro. Ai tempi, fonti dell’emittente rivelarono che il documentario era stato acquistato per poche migliaia di euro; in realtà pare che l’Arcobaleno Tre avesse fatto a Discovery una fattura di appena mille euro, tra l’altro non ancora incassata.

Quei soldi pare siano serviti all’ex premier, nell’autunno del 2018, a restituire parte di un prestito di 700mila euro ricevuto dalla famiglia Maestrelli per l’acquisto della villa di Firenze. Una cessione partita dal conto corrente dalla madre anziana dei Maestrelli e arrivata direttamente sul conto di Renzi che ha insospettito anche l’antiriciclaggio. Tuttavia, non fu aperta nessuna inchiesta.

Nel mirino della procura di Roma non c’è solo il documentario, ma anche e soprattutto altri due contratti con relativi compensi da migliaia di euro a favore di Matteo Renzi, scoperti in seguito ad una verifica fiscale nella sede della casa di produzione della famiglia Presta. Il denaro sarebbe stato versato da Presta alla testa di Italia Viva per la cessazione dei diritti di immagine in esclusiva e per progetti televisivi da portare avanti insieme.

Secondo quanto affermato dai pm Alessandro Di Taranto e Gennaro Varone si tratterebbe di «rapporti contrattuali fittizi, con l’emissione e l’annotazione di fatture relative a operazioni inesistenti, finalizzate anche alla realizzazione di risparmio fiscale, consistente nell’utilizzazione quali costi deducibili inerenti all’attività d’impresa costi occulti del finanziamento della politica».

Pochi minuti prima delle 20 il senatore di Italia Viva ha postato un tweet e un video su facebook. «Chi va controcorrente non ha paura di niente e di nessuno. Ai giustizialisti rispondiamo con la forza dei fatti, delle carte, della verità» ha postato su twitter.

Nei 4 minuti circa di video, Renzi svela i retroscena della notizia: «Sono stato chiamato da un giornalista che mi ha detto: “Sei indagato”. L’ho saputo dalla stampa. Vado avanti con determinazione, non ho nulla da nascondere, quello che ci riguarda è tutto tracciato, tutto trasparente».

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