giovedì, 28 Ottobre 2021

Scuola, rientro in sicurezza: al vaglio obbligo vaccinale per i docenti e test rapidi

L'infettivologo Massimo Galli a proposito dei vaccini ai docenti: "Si potrebbe decidere di valutare l'idoneità o meno al servizio se le persone non sono vaccinate". Speranza spinge per aumentare il numero di docenti vaccinati. Sileri punta al monitoraggio con testi rapidi e tamponi.

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Credo che in questo momento parlare di obbligo vaccinale per gli insegnanti non sia neanche tanto producente“. Parole di Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano che si è espresso a proposito dei vaccini alle categorie professionali come quella degli insegnanti. “Casomai si potrebbe decidere di valutare l’idoneità o meno al servizio se le persone non sono vaccinate. In aggiunta, l’infettivologo Galli invita a non considerare solo il vaccino, ma anche lo stato immunitario degli insegnanti, “valutando la presenza di anticorpi“.

Ci sono vaccinati che non hanno anticorpi e non vaccinati che ce li hanno e non hanno bisogno di vaccinarsi“, sottolinea Galli. “Si può valutare lo stato immunitario di queste persone che sono tante, ma non tantissime. Ed è una cosa possibile da fare, se la si vuole fare” e sottolinea che questa modalità serve per proteggere tutti perché:” ci possono essere persone che hanno rischi maggiori degli altri, che si sono vaccinati e hanno risposto non adeguatamente, e probabilmente dovrebbero essere riassegnati rispetto a determinati compiti“.

Il ministro della Salute Speranza, invece, spinge per aumentare il numero di docenti e di dipendenti Ata vaccinati fra chi ancora non è immunizzato, mentre il sottosegretario Sileri punta al monitoraggio, ai tamponi e test rapidi per tracciare e controllare il virus nelle scuole.

Dobbiamo lavorare perché questa percentuale cresca ancora nelle prossime settimane e secondo me le condizioni ci sono. Lavoriamo perché la scuola possa riprendere nel modo più sicuro possibile“, ha sottolineato Speranza all’Assemblea pubblica di Farmindustria a Roma.

Dello stesso avviso è il sottosegretario alla Salute Sileri: “Andrà organizzato un attento monitoraggio con tamponi, test rapidi, test salivari per i bambini più piccoli. Servirà essere pronti, diversamente dallo scorso anno, con un’ampia capacità diagnostica. Non dobbiamo e non saremo impreparati su questo“.

Gli obiettivi prefissati riguardano naturalmente la riapertura della scuola e dell’università con lezioni frontali, la differenza è che “all’Università sarà più facile, perché i ragazzi possono vaccinarsi“, aggiunge Sileri. Rimarcando la sua contrarietà all’obbligo vaccinale per i docenti chiarisce: “Sotto i 12 anni la distanza e la mascherina saranno il presidio fondamentale. Dai 16 anni in su c’è un’adesione maggiore alla vaccinazione. Sono più preoccupato tra i 12 e i 15 anni, c’è una certa discussione animosa per la vaccinazione in questa fascia d’età“.

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, invece, rispondendo alle domande degli studenti sul palco del Teatro Comunale di Bologna, ha escluso l’ipotesi di obbligo: “Non abbiamo in mente di farlo, però c’è un fortissimo appello alla solidarietà collettiva. Facciamo oggi un appello perché tutti si possano vaccinare proprio nel senso di una solidarietà collettiva“.

Per quanto riguarda i docenti, al momento risulta che la stragrande maggioranza degli insegnanti ha aderito alla vaccinazione anti-Covid, il problema sussiste per i no vax perché come sottolineato da Bianchi “la pandemia non è conclusa” e perciò “ripartire non è semplice“.

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