martedì, 19 Ottobre 2021

Ddl Zan, Fedez asfalta Renzi: “Non ci sono più alibi né scuse”

Fedez: "Come si può pensare di mediare con una forza che sta con Orban, pensa che le donne siano più adatte all'accudimento, che dice butterei mio figlio nel forno se fosse gay? Trovo paradossale mediare con loro".

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Oggi siamo qui perché un politico italiano ha deciso di rimescolare le carte e voltare le spalle ad un disegno di legge che il suo stesso partito ha contribuito a scrivere“. Il politico al quale si accenna è Matteo Renzi e l’autore dell’affermazione è il rapper Fedez, all’anagrafe Federico Leonardo Lucia, che oggi pomeriggio ha ospitato sulla sua piattaforma Instagram Alessandro Zan, creatore della legge, Marco Cappato e Giuseppe Civati “che sono persone che fanno politica fuori dal palazzo, per dare il mio contributo con coscienza civica da cittadino”.

In diretta dal social, dinanzi ad una platea virtuale che ha toccato picchi di oltre 40mila utenti, Fedez ha ribadito con determinazione il proprio scetticismo sulla posizione di Renzi e di Italia Viva in merito alla sorte del Ddl contro l’omobitransfobia. “Mi domando se non sia meglio andare al voto in Senato con il Ddl Zan così com’è, piuttosto che smembrarlo e rinnegarlo dopo averne scritto una gran parte, come gli articoli 1, il 4 e il 7” – attacca Fedez – “Perché dire di volerlo modificare per cercare di trovare il consenso in Senato: il Ddl Zan non è già frutto di mediazioni e accordi che ne hanno permesso l’approvazione alla Camera? Quali altre mediazioni sono necessarie?“.

Non è un’uscita “a spiovere” quella del rapper milanese ma una risposta ben precisa alla provocazione lanciata dal leader di Italia Viva:La politica è una cosa seria e faticosa. Dire come la Ferragni che i politici fanno schifo è qualunquismo”.

Fedez conduce. Alessandro Zan ricostruisce l’iter legislativo “durato un anno a cui Italia Viva ha dato un contributo importante, abbiamo costruito una sintesi che raccoglieva le diverse proposte“.

Fedez incalza: vuole capire meglio quali siano le intenzioni di Renzi. Secondo Zan, la tesi di Renzi è che “la legge così non passa e se non riusciamo a costruire una mediazione con la Lega la legge non passa“, e aggiunge che “non è stata una passeggiata alla Camera e non lo sarà al Senato. Ma se invece di dire ‘così non passa’ si dicesse noi vogliamo difendere questa legge perché l’abbiamo fatta e ci crediamo. Renzi invece vuole portare alla mediazione la Lega che è nel governo, ma questa è una legge di iniziativa popolare, che viene approvata in modo trasversale“.

Fedez, incredulo, controbatte: “Come si può pensare di mediare con una forza che sta con Orban, pensa che le donne siano più adatte all’accudimento, che dice butterei mio figlio nel forno se fosse gay? Trovo paradossale mediare con loro“.

Ecco, dinanzi alla “mente semplice” di Fedez, il velo cade, il re è nudo. E la prudenza renziana sullo “scarto di una ventina di senatori“, sul “rischio di naufragio” in Senato, sulle insidie del “voto segreto” appaiono chiaramente come tanti mattoncini del muro di scuse eretto per nascondere le sue reali intenzioni. Del resto, il Pd lo va dicendo da tempo che Renzi si prepara ad allearsi con la destra, che con il suo ostruzionismo fa solo il gioco dei leghisti, che non si affossa così una legge di civiltà.

Aggiunge Zan: “Oltretutto la Lega ha presentato una proposta di mediazione che toglie l’identità di genere. Tutti noi abbiamo un’identità di genere, la percezione del nostro genere, ma qualcuno già da bambino lo percepisce diverso da quello biologico. È un diritto umano“.

Eliminare “l’identità di genere”, oltre a snaturare la legge, negherebbe il riconoscimento dei diritti a circa 400mila persone in Italia, secondo Marco Cappato: “In politica il compromesso non è una cosa sporca, ma qui il compromesso che si disegna vuole buttare via la parte educativa. La questione dell’identità di genere è irrinunciabile: come mi sento io, lo decido io. Il ragionamento di Renzi è quello della politica, ma nel merito è un compromesso che butta via la parte dell’educazione e della prevenzione. Salvini è stato esplicito, se si tratta di alzare le pene siamo tutti d’accordo, ma non è questo il punto. Noi vogliamo intervenire sulla prevenzione non per indottrinare ma per educare alla libertà e alla tolleranza“.

Tocca a Civati: “Non capisco perché i cittadini non possano partecipare al dibattito pubblico. In politica, in Italia si fa fatica a parlare di trans perché non si può dire. È il limite culturale di un Paese che sceglie sempre la paura. È molto sbagliato eliminare l’identità di genere dalla legge“. E, sul “Renzi pensiero”, Civati afferma: “La posizione di Scalfarotto e di altri parlamentari di Italia Viva era uguale alla nostra fino a poco tempo fa: lo sguardo di Renzi è al suo posizionamento, al suo flirtare con la destra; parla continuamente di Quirinale”. Non contento, Fedez, insinua: “Quanto l’intervento del Vaticano ha influito?“. Risponde Civati: “Molto. ma dovrebbe essere una cosa buona questa legge per tutti“.

Mando un messaggino all’ego di Renzi che si vuole fregiare di essere un paladino dei diritti, ci riuscirebbe facendo diventare il suo partito pro Ddl Zan: dopo l’Arabia Saudita, potrebbe riscattarsi“, conclude Fedez alludendo alle affermazioni entusiastiche pronunciate dal leader di Italia Viva nei confronti del Paese arabo, non certo famoso per la tutela dei diritti umani.

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