mercoledì, 4 Agosto 2021

Covid, la Gran Bretagna riapre: il parere degli esperti

Dal 19 luglio in Gran Bretagna ci sarà lo stop alle restrizioni anti covid, nonostante la variante indiana. Gli esperti, però, prevedono già un aumento di contagi e il rischio di altri morti.

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La Gran Bretagna riapre tutto nonostante l’aumento dei contagi a causa della variante indiana. Il governo ha deciso: dal 19 luglio niente più mascherine né distanziamento sociale. Eppure, per le prossime settimane, gli esperti prevedono fino a 100mila nuovi contagi e altri morti. “Bisogna purtroppo riconciliarsi con l’idea di altri morti di covid” ha detto il primo ministro inglese Boris Johnson.

Gli esperti si chiedono se sia giusto o meno. “Sembra che la variante Delta in Gran Bretagna, il Paese del mondo occidentale che l’ha sperimentata per prima con un alto tasso di vaccinazioni, sia un virus addomesticato di tipo influenzale”, ha detto l’immunologo membro del Comitato tecnico scientifico Sergio Abrignani.

La decisione presa è stata ben ponderata “è una scelta che ha una base scientifica”, legata ai “numeri di vaccinati, di ricoveri in terapia intensiva, decessi”. Se “è degradata a influenza, allora l’apertura ha un senso sia sanitario che politico”, ha aggiunto Abrignani. “Alla domanda se possono arrivare altre varianti più pericolose rispondo: speriamo di no, ma non possiamo escluderlo per cui serve monitorare”, ha concluso.

Quindi Abrignani sottolinea che “con i vaccini ci si può infettare, ma si evitano le forme severe di Covid e la morte. E non c’è alternativa, perché se l’alternativa è non vaccinarsi c’è la certezza di farsi male”. Il messaggio è “la protezione, con il vaccino, di ciò che davvero ci ha colpito in questo anno e mezzo – forme severe, ricoveri in terapia intensiva, morti – è ottima. La protezione dalle forme lievi e dalle forme asintomatiche è accettabile, tra il 65  75%. Ma se si è vaccinati si evitano quasi in assoluto le forme severe e la morte”.

Secondo Massimo Galli, responsabile del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco, la scelta di Johnson è sbagliata “Boris Johnson fa una scelta politica. Non mi pare una scelta per il bene comune della nazione, mi permetta di dubitarne”, dice. La variante Delta e la variante Delta Plus possono infettare anche i vaccinati.

Tuttavia, “chi è vaccinato non viene mandato in ospedale o in rianimazione, salvo alcuni disgraziatissimi casi di persone che non hanno risposto alla vaccinazione. Queste varianti hanno una capacità più marcata di diffondersi: tra poco troveremo solo varianti Delta, il punto è capire quante ne isoleremo”.

E aggiunge, “Il virus è in grado di colpire ancora in maniera dura le persone a maggior rischio. In questo momento le infezioni riguardano persone giovani e in buona salute, quindi avremo molti asintomatici. Ma sia ben chiaro che un 65enne, se non si è voluto vaccinare, se si becca l’infezione è a rischio. Non bisogna pensare di poter fare a meno del vaccino perché gli altri si sono vaccinati: questa variante può fare danni almeno come le precedenti”, aggiunge.

Per il virologo e docente dell’Università statale di Milano, Fabrizio Pregliasco, si tratta di una Decisione criticabile“. In linea con Galli, infatti, dice “E’ sperabile, e secondo me dobbiamo assistere attendendo, che la mortalità che è l’ultimo dei parametri che cresce non cresca in Inghilterra”. Quella di Johnson è “una decisione politica criticabile”.

“Non ha senso rovinare per motivi politici quello che si è guadagnato con la sofferenza. E’ anche peggio dover poi fare un passo indietro come in Israele dove la mascherina l’hanno rimessa. E’ incomprensibile questa scelta”.

Il virologo continua: “Bisogna continuare a monitorare i ricoveri in ospedale. Ci vuole ancora una quindicina di giorni per poter dire che complessivamente nella vita reale il vaccino ha un’azione positiva confermata”.

Al contrario, invece, il primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti sembra essere il più ottimista di tutti: “Dal Regno Unito arriva una lezione per l’Italia: dobbiamo imparare una nuova convivenza ragionata con il coronavirus”.

E aggiunge  “Il ragionamento fatto da Boris Johnson per le riaperture annunciate anche con l’aumento dei casi, ed è assolutamente condivisibile. Se dobbiamo togliere le restrizioni è giusto farlo ora quando è estate e le scuole sono chiuse. Inoltre nel Regno Unito tra poco arriveranno al 70% di copertura vaccinale con due dosi della popolazione. Cosa dobbiamo imparare? Che c’è un rischio ragionato e che dovremmo convivere con il coronavirus. Quindi non avremo numeri impressionati come nelle ondate passate, ma potremmo avere anche in Italia 7-8mila morti l’anno che saranno, purtroppo, un tributo fisiologico alla circolazione del virus”.

“Gli inglesi sono stati i maestri dell’infettivologia europea e mondiale”, osserva, “ieri quando Johnson ha parlato c’era con lui il Fauci inglese e i vertici della sanità, sono decisioni condivise. Loro hanno un aumento dei casi, ma il numero dei decessi e ricoveri è abbastanza stabile, i vaccini funzionano anche contro la variante Delta. Temo che però da noi l’approccio inglese non verrà capito molto”.

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