sabato, 16 Ottobre 2021

Cina, rischio fuga dei colossi industriali: legge sulla privacy troppo dura

Il gruppo industriale ha sottolineato che "l'unico modo per evitare queste sanzioni per le società tecnologiche sarebbe astenersi dall'investire e offrire i propri servizi a Hong Kong, privando così le imprese e i consumatori di Hong Kong e creando al contempo nuove barriere al commercio".

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Un grande gruppo industriale asiatico che ha al suo interno, tra gli altri, Google, Facebook e Twitter, ha avvertito che le aziende tecnologiche potrebbero smettere di offrire servizi alla Cina se si procederà con l’approvazione di una controversa nuova legge sulla privacy.

Secondo il quotidiano britannico Guardian, il gruppo industriale avrebbe avvertito Hong Kong tramite una lettera inviata dall’Asia Internet Coalition, di cui sono membri le tre società insieme ad altre, tra cui Apple Inc e LinkedIn.

Nello specifico, le autorità cinesi hanno preparato una proposta di legge per contrastare la divulgazione di dati personali su Internet, la cosiddetta “doxing”; tutto bene fin qui, se non fosse che la formulazione piuttosto vaga del nuovo testo, ha destato non poca preoccupazione nel gruppo industriale.
Ciò che corruccia il gruppo è che la proposta di legge sulla privacy avanzata da Hong Kong potrebbe prevedere sanzioni troppo dure, come si legge nella lettera scritta dai colossi del settore tecnologico, datata 25 giugno ma resa pubblica questa settimana e indirizzata al commissario per la privacy del territorio, Ada Chung Lai-ling. Il gruppo industriale ha sottolineato che “l’unico modo per evitare queste sanzioni per le società tecnologiche sarebbe astenersi dall’investire e offrire i propri servizi a Hong Kong, privando così le imprese e i consumatori di Hong Kong e creando al contempo nuove barriere al commercio”.

Non si è fatta attendere la replica della governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, che ha prontamente respinto le preoccupazioni dei colossi. Lam ha infatti  specificato che la proposta di legge si rivolgerà solo al doxing “illegale”, e ha poi aggiunto che il commissario per la privacy vorrebbe incontrare le aziende tecnologiche per chiarire tutti i dubbi sull’emendamento.

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