mercoledì, 4 Agosto 2021

“Italiani maiali vi taglio la gola”: detenuto fa propaganda per l’Isis nelle carceri

Accusato di aver fatto proselitismo per l'Isis in una decina di carceri italiane, attività andata avanti già dal 2015.

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Avrebbe condotto attività di proselitismo in favore dell’ideologia Isis all”interno delle carceri, esaltando avvenimenti come la caduta delle Torri Gemelle e Charlie Hebdo. Si tratta di un marocchino di 35 anni; l’uomo avrebbe addirittura affermato di essere un “terrorista” e “che gli italiani erano dei maiali”, che li avrebbe “uccisi tutti tagliandogli la gola, cavandogli gli occhi e facendo la guerra”.

Le indagini condotte dalle autorità hanno ricostruito l’attività di proselitismo per l’Isis già quando l’uomo era detenuto a Como tra il 2015 e il 2017, andate avanti anche quando l’uomo era rinchiuso, sempre per reati comuni come spaccio e rapine, anche a Pavia, Torino, Potenza, Agrigento, Palermo, Catania, Messina, Catanzaro.

In particolare, durante la sua permanenza nel carcere “Pagliarelli” di Palermo, l’uomo avrebbe affermato “essere un terrorista legato alla più nota cellula Isis e che gli italiani erano dei maiali e che li avrebbe uccisi tutti tagliandogli la gola, cavandogli occhi e facendo la guerra”.

Nel corso della sua permanenza nei penitenziari “con atteggiamenti intimidatori” avrebbe cercato di convincere più detenuti a radicalizzarsi e ad abbracciare idee terroristiche in quanto la “fede nel radicalismo islamico lo legittimava, a suo dire, a comportarsi così, come un violento fanatico”. L’uomo si è dunque contraddistinto “per l’indole violenta” e le “posizioni radicali”, accompagnate “dal suo espresso dichiararsi terrorista e appartenente alla famiglia dell’Isis.

Il pool antiterrorismo milanese e gli agenti del Nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria hanno quindi arrestato l’uomo con le accuse di associazione terroristica e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. Attualmente in carcere in provincia di Cosenza, ha ricevuto un’ordinanza cautelare nell’ambito delle indagini dei pm Alberto Nobili e Alessandro Gobbis.

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