sabato, 16 Ottobre 2021

Covid, rebus scuola a settembre: ipotesi mascherina e tamponi salivari

Ancora troppe incognite intorno al mondo della scuola, all'orizzonte l'idea ritorno in presenza con mascherina e tamponi salivari.

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Nonostante la certezza da parte del Commissario Figliuolo “che entro il 30 settembre avremo vaccinato l’80% della popolazione”, la scuola rischia di ripartire nelle stesse condizioni di un anno fa, con il Cts ad avvalorare: “Le misure dovrebbero essere le stesse previste all’inizio del precedente”. Ciò implica la misurazione della temperatura, mascherine per tutti gli studenti dai 6 anni in un, banchi singoli, orari di ingresso e uscita scaglionati, lezioni solo in classi/locali che possano garantire il distanziamento e tutte le procedure sulle quarantene in caso di ragazzo o docente positivo.
Agostino Miozzo, già consulente del ministro dell’Istruzione per la gestione dell’ultimo anno scolastico sul fronte Covid, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico nel primo anno della pandemia, ai microfoni di Rainews preferisce andare con i piedi di piombo: “Non facciamoci illusioni, sarà un altro anno da vivere in emergenza, la scuola apre domani e miracoli non se ne fanno. È chiaro che la variante Delta diventerà prevalente e, probabilmente, da qui a settembre vedremo un rialzo dei contagi”.
“Impatterà molto il contagiarsi tra giovani – prosegue Miozzo -, ma voglio ricordare che in Italia abbiamo più di 2 milioni e mezzo di over 60 ancora in attesa di vaccinazione, è un vulnus molto serio di fronte all’arrivo della variante Delta”. “Per metà settembre solo una minima quota di studenti sarà vaccinata, per questo l’anno scolastico inizierà seguendo le note procedure di emergenza”. 

Il sottosegretario del ministero dell’Istruzione Rossano Sasso segue la linea di pensiero di Miozzo, seppur con un leggero ottimismo: “Il ministero dell’Istruzione ha messo a disposizione centinaia di milioni di euro per aumentare la sicurezza all’interno degli istituti, grazie all’installazione di dispositivi di aerazione, ventilazione meccanica e sanificazione. Si stanno affrontando i nodi della stabilizzazione degli insegnanti precari e del sovraffollamento delle classi, ma sul piano sanitario sono ancora troppe le incertezze che circondano la ripresa della didattica a settembre”.

“Limitarsi a dire che l’avvio dell’anno scolastico sarà con mascherine e distanziamento, quindi esattamente come nel 2020, non è sufficiente. I tamponi salivari, ideali soprattutto per i più piccoli data la loro scarsa invasività, sono stati autorizzati dopo una lunga fase di attesa, ma poi si è lasciato che le amministrazioni locali procedessero in ordine sparso senza indicazioni precise. C’è da definire il nodo dei trasporti. Ci vuole un cambio di passo perché il tempo stringe e farsi trovare impreparati all’appuntamento con il ritorno in classe sarebbe imperdonabile”, conclude Sasso.

Al Campus Steam dell’Istituto Natta a Bergamo è intervenuto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “Lavoriamo per la scuola in presenza, senza se e senza ma. Avete la mascherina, ma si vede che siete contenti. La scuola d’estate rappresenta la voglia di stare in comunità”.

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