sabato, 31 Luglio 2021

Striscione contro Polizia Penitenziaria a Cagliari: “Non esistono mele marce. Il carcere è tortura”

Il manifesto è affisso su una colonna del porticato di via Roma: è un invito a non lasciare sola la popolazione detenuta e ad isolare le guardie penitenziarie.

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Le violenza avvenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020 ai danni di detenuti stanno provocando un grande risentimento e un forte senso di rabbia nella società. Lo dimostra l’ennesimo episodio avvenuto a Cagliare dove sono stati rinvenuti uno striscione e un manifesto contro la Polizia Penitenziaria, dopo quello minaccioso trovato a Roma l’altro ieri.

Il manifesto è affisso su una colonna del porticato di via Roma: è un invito a non lasciare sola la popolazione detenuta e ad isolare le guardie penitenziarie; è firmato con una frase che sembra sarda: “kontra is presonis mishunu est solu“.

Le guardie carcerarie, chiamate anche ‘secondini’, – si legge nel testo del manifesto – sono uomini e donne comuni che abitano in mezzo a noi. Ciò che li contraddistingue è la scelta che hanno fatto nella vita: la scelta di chiudere a chiave altre persone per uno stipendio mensile. Ogni tanto viene fuori la notizia che queste guardie pestano e torturano i detenuti – continua il manifesto – il caso di Santa Maria Capua Vetere è solo uno dei pochi…
parlano di mele marce… ad essere marcio è il sistema carcerario…la divisa che indossano gli conferisce il potere di reprimere… per strada, nel palazzo di casa al bar… isoliamo le guardie“.

Sullo striscione, che invece è stato trovato nel quartiere San Michele, si legge: “Da S. Maria Capua Vetere a Uta. Non esistono mele marce. Il carcere è una tortura“.

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