sabato, 31 Luglio 2021

Garante Privacy, tutela delle persone vulnerabili: “Inquietanti i dati sulla pedopornografia”

Nella Relazione annuale al Parlamento, il presidente dell'Autorità per la Privacy, Pasquale Stanzione: "La tutela delle persone vulnerabili ha rappresentato il tratto caratterizzante l'attività del Garante in questo primo anno".

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Nella Relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Autorità per la Privacy, Pasquale Stanzione si è così espresso: “Proprio la tutela delle persone vulnerabili ha rappresentato il tratto caratterizzante l’attività del Garante in questo primo anno. La protezione dei dati può rappresentare, infatti, un prezioso strumento di difesa della persona da vecchie e nuove discriminazioni e di riequilibrio dei rapporti sociali”, aggiunge. ”In questo senso, la protezione dei dati si sta dimostrando anche e sempre più determinante per un governo sostenibile della tecnica; perché la democrazia non degeneri, in altri termini, in algocrazia”.

Il digitale è al servizio dell’uomo a portata di click, come ha dimostrato la pandemia, ma c’è un prezzo da pagare: ”L’accentramento progressivo, in capo alle piattaforme di un potere che non è più soltanto economico, ma anche – e sempre più – performativo, sociale, persino decisionale”. Un potere che, secondo il presidente dell’Autorità, ”si innerva nelle strutture economico-sociali, fino a permeare quel ‘caporalato digitale’, rispetto ai lavoratori della gig economy”. La pandemia ”ha dimostrato l’indispensabilità” dei servizi digitali, ma anche ”l’esigenza di una strategia difensiva rispetto al loro pervasivo pedinamento digitale, alla supremazia contrattuale, alla stessa egemonia ‘sovrastrutturale’, dunque culturale e informativa, realizzata con pubblicità mirata e microtargeting”.

Alle parole di Stanzione si aggiungono i dati preoccupanti dell’aumento di pedopornografia nello scorso anno: ”Nel 2020 si è registrato un incremento di circa il 132%, rispetto al 2019 dei casi trattati dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia e un aumento del 77% dei casi di vittimizzazione dei minori per grooming, cyber bullismo, furto d’identità digitale, sextorsion. Il 68% degli adolescenti risulta essere stato, nel 2020, testimone di casi di cyberbullismo”, sottolinea il Giurista. ”Sono dati allarmanti, che non possono non esigere un’assunzione di responsabilità collettiva rispetto a soggetti, quali i minori, le cui vulnerabilità possono renderli le vittime elettive delle distorsioni del web”.

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