sabato, 31 Luglio 2021

Cent’anni del Partito Comunista cinese, Xi Jinping: “Ora un grande Paese socialista moderno”

Il Partito comunista cinese, il famoso "serpente politico", compie 100 anni: un percorso lungo e difficile per arrivare a rendere la Cina quella di oggi - una delle potenze mondiali più forti ed efficaci. Per l'occasione spettacoli, balli, danze, fuochi di artificio e la commemorazione degli "eroi comunisti".

Da non perdere

Il 1° luglio – data convenzionale scelta da Mao Tse Tung – si festeggiano il 100 anni del Partito comunista cinese, nato in un “sottoscala”, a Shangai, nel 1921. Al numero 108 di Rue Wantze. I partecipanti alla riunione si sono trasferiti, dopo poco, su una barca per turisti sul lago Nanhu, a Jiaxing, e avvicinandosi alle giunche facevano finta di giocare a mahjong.

Il Partito comunista cinese è stato definito un “serpente politico” in grado di mutare spesso pelle per rigenerarne di nuova, mantenendo sempre un gran potere fino a diventare un Impero. Non é il partito durato di più, ma é quello più produttivo.

Nato dalle rovine della dinastia cinese, di strada ne ha fatta molta: ad oggi si vedono tutti i frutti del suo lavoro; basti pensare a Pechino, una delle più forti potenze mondiali. Il Partito comunista é guidato dal dittatore Xi Jinping, volto spietato che vuole, tutt’ora, riportare la Cina al “centro del Mondo”. Un Paese per lo più rurale divenuto, ormai, digitale e sviluppato. Un Paese in grado di essere, sempre, al passo con i nuovi tempi e le nuove esigenze: “cambiare tutto, purché non cambi nulla”.

La storia

Cina, 1978. Il presidente cinese di quegli anni, Deng Xiaoping, decide di introdurre nel suo Paese il modello capitalistico economico, per “portare” la Cina fuori dalla povertà: “Non importa che sia bianco o nero, l’importante é che un gatto acchiappi i topi”. Abbandonare il suo vecchio archetipo dell’Unione sovietica non significava rinnegare le origini o le proprie fondamenta socialiste, ma solo fare passi in avanti, allargando le proprie vedute anche ad investimenti e tecnologie straniere. Con la crescita economica, crebbe la domanda di maggiore libertà, soprattutto individuale.

Cina, 1989. Il Partito diviene drago: il 4 giugno di quell’anno sopprime col sangue sia rivendicazioni politiche di studenti, che quelle economiche dei lavoratori. Ognuno di loro pretendeva che gli venisse riconosciuto il diritto a qualcosa. Così si capì che le nuove “aperture” cinesi verso gli stranieri era solo un’alibi, un approfittarsi per proprio tornaconto personale; in realtà i diritti rimanevano quelli concessi fino a quel momento.

Cina, anni ’90. Il Paese diventa la “culla” manifatturiera del mondo, a cui tutti guardano con invidia. E più cresce la Cina, più crescono le economie di chi, con lei, ha rapporti commerciali: Asia, Francia, Germania.

Cina, dal 2000 in poi. La Nazione non ha avuto sempre momenti prosperi, basti pensare alla strage di Tiananmen e al Tibet, nel 2008. Poi, anche grazie alle Olimpiadi, la Cina si consacra nuova protagonista dell’economia mondiale.

Il presidente Xi Jinping, oggi, nel corso delle celebrazioni del centenario della fondazione del Partito comunista, di cui è segretario generale, annuncia che la Cina ha raggiunto “il primo obiettivo del Centenario“: la costruzione di una “società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti. “Questo significa – ha detto Xi – che abbiamo portato a una soluzione storica il problema della povertà assoluta in Cina, e ora stiamo marciando a passi fiduciosi verso l’obiettivo del secondo Centenario: trasformare la Cina in un grande Paese socialista moderno a tutti gli effetti“.

 

La Cina, oggi

Il Partito comunista cinese, con Xi, ha deciso di arrivare fino in fondo, giocandosi il tutto  per tutto: sfidare gli Stati Uniti, considerati, da Pechino, una potenza in declino.

Gli eventi per festeggiare il centenario del Partito sono già iniziati: il 28 giugno scorso c’è  stata una grande esibizione di gala, in cui attori e cantanti si sono esibiti davanti a 20mila  persone, tra cui il Presidente. “Il Grande Viaggio” ha permesso di ripercorrere la storia del  “festeggiato”, fino ad arrivare alla Cina moderna. Continueranno i balli, canti ed eventi musicali.

Durante la giornata del 1° luglio, Xi Jinping intende premiare tutti “gli eroi del comunismo”: quei suoi compagni e compagne quasi centenari. Il luogo sarà Tienanmen, ricordato per il massacro degli studenti, definito, invece, ancora dai comunisti come uno spiacevole “incidente”.

Ultime notizie