giovedì, 28 Ottobre 2021

Sblocco dei licenziamenti, accordo Governo-sindacati: prima la Cassa integrazione

Dopo sette ore, Governo e sindacati raggiungono l'accordo. Nessuna risoluzione del contratto prima della fine delle 13 settimane di cassa integrazione

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Le parti sociali hanno raggiunto l’accordo sui licenziamenti. L’avviso, siglato anche dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, e dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, arriva dopo sette ore di trattativa e impegna le aziende a esaurire tutti gli ammortizzatori sociali messi a disposizione prima di poter procedere alla risoluzione del rapporto del lavoro.

Non solo. Un tavolo permanente di confronto servirà a monitorare l’andamento dell’occupazione nella fase di ripresa post pandemia. Nessuno stravolgimento delle norme: il Consiglio dei Ministri approverà il decreto che conferma il blocco dei licenziamenti solo per i lavoratori dei settori tessile, calzaturiero e moda. In ogni caso, resta la prerogativa di utilizzare le 13 settimane di cassa integrazione ordinaria disponibili.

“Le parti sociali alla luce della soluzione proposta dal Governo sul superamento del blocco dei licenziamenti – si legge nel testo dell’accordo firmato da Cgil, Cisl e Uil e condiviso da Confindustria – si impegnano a raccomandare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro. Auspicano e si impegnano, sulla base di principi condivisi, ad una pronta e rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, all’avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua”.

“Questo è un fatto importante – ha dichiarato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini al termine dell’incontro a Palazzo Chigi – perché vuol dire mettere al centro la difesa del lavoro e avviare un processo di confronto, di merito. In questa dichiarazione è previsto anche l’impegno, nei prossimi giorni, per avviare il confronto per la riforma degli ammortizzatori sociali, per le politiche attive e per la formazione. L’impegno del governo è anche ad affrontare gli altri temi di riforme fondamentali che devono essere realizzate, perché è necessario che il mondo del lavoro sia coinvolto nei cambiamenti e nelle scelte da fare in questo paese”.

L’accordo raggiunto “è un primo importante passo” per il segretario della Cisl Luigi Sbarra. “È stato un negoziato intenso che ci ha permesso di migliorare e rafforzare i contenuti del Decreto Sostegni bis, un’ uscita generalizzata dal blocco licenziamenti a fine giugno, e le soluzioni individuate ieri dalla Cabina di regia del Governo”.

“Con l’accordo di questa sera si rafforza quel dialogo sociale che abbiamo sempre promosso e che consente di avere più strumenti per lavoratori e imprese per gestire le crisi”, ha scritto su Twitter il ministro Orlando

Il Governo ha dunque confermato la volontà di introdurre criteri selettivi nella proroga del blocco dei licenziamenti e della cig COVID, indicando nel tessile, calzaturiero e moda i comparti interessati. Saranno introdotte 13 settimane aggiuntive di cig gratuita per tutte le imprese e scatta l’obbligo a non licenziare prima di aver consumato l’intera nuova dotazione. Gli imprenditori si impegneranno, prima di avviare la risoluzione dei rapporti di lavoro, ad utilizzare tutti gli strumenti istituzionali e contrattuali messi a disposizione dalla legge, tra cui cassa integrazione, contratti di solidarietà difensivi ed espansivi, intese di riduzione o rimodulazione degli orari di lavoro.

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