domenica, 17 Ottobre 2021

L’anti mito vive per sempre, buon compleanno Lady D

Il 1° luglio Lady D avrebbe compiuti 60 anni. L'amore per i figli, per i bambini e per gli altri, l'hanno resa un simbolo immortale. La sua candela spenta troppo presto illumina ancora.

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Incarna l’anti mito della favola senza lieto fine, la principessa triste che non ha accettato di farsi rinchiudere dentro alla gabbia dorata in cui l’avevano costretta, ingannata dall’uomo che non l’amava e da una Famiglia Reale costruita sulle apparenze. Forte, autentica e ribelle, capace di toccare i cuori della gente. Condannata all’eterna giovinezza dalla morte prematura, violenta e misteriosa, che l’ha consegnata alla leggenda. Il 1° luglio 2021 Lady D, la principessa del popolo, avrebbe compiuto 60 anni.

In occasione del suo compleanno, William e Harry terranno un’inaugurazione nel giardino tanto amato dalla madre, il Sunken Garden di Kensington Palace. L’annuncio, arrivato da un comunicato ufficiale, coglie l’occasione del suo 60esimo compleanno per mostrare al mondo la statua memoriale commissionata per Diana dai figli in occasione dei 20 anni dalla morte. Il monumento non era mai stato inaugurato e sistemato prima d’ora, perché William e Harry hanno sempre voluto fosse in grado di resistere al tempo. Ora la statua è pronta e nel comunicato firmato dai fratelli si legge: “Nostra madre ha toccato tante vite. Speriamo che la sua statua aiuti tutti quelli che visitano il Palazzo a riflettere sulla sua vita e sul suo legato”. Per l’evento, sperando in una riappacificazione, è atteso un discorso dei due fratelli Windsor, ancora da capire se insieme o singolarmente.

Il piano originale prevedeva una lunga lista di invitati, dimezzati a causa dell’epidemia in corso e ai casi di variante Delta in continuo aumento. A presenziare, i parenti stretti di Lady D, i figli, i membri del comitato della statua ed i suoi autori; lo scultore Ian Rank-Broadley e il designer del giardino, Pip Morrison.

Per quanto riguarda le consorti dei principi, la Duchessa di Sussex Meghan Markle e la Duchessa di Cambridge Kate Middleton, presenza che sarebbe stata benvoluta dai fan perché possibile mediatrice nella riconciliazione dei fratelli, non potranno partecipare a causa delle restrizioni e del taglio degli invitati. In compenso, il Principe William farà visitare a sua moglie e ai suoi 3 figli il memoriale per Nonna Diana privatamente, prima dell’inaugurazione ufficiale di giovedì. Non è prevista la presenza della Regina Elisabetta e del Principe Carlo, che dopo la sgradita intervista di Oprah Winfrey al principe Harry, sembra non voglia incrociare il figlio.

Questi sono i 36 anni straordinari, dedicati all’amore per i figli, per i bambini e per gli altri, che hanno fatto di Lady D un simbolo immortale.

Nascita ed istruzione
Nata a Sandringham nel 1961 Diana, quarta di cinque figli di una delle più antiche e facoltose famiglie britanniche da sempre connessa alla Corona Inglese, trascorre un’infanzia serena a Park House. All’età di 7 anni i suoi genitori, il Visconte e la Viscontessa di Althorp, divorziano. Diana studia prima a Riddleswoth Hall, poi alla New School di West Heat dove, timida di natura si appassiona a musica e danza, oltre che al nuoto. L’amore più grande però, lo sviluppa nei confronti dei bambini e dopo aver frequentato la scuola di etichetta svizzera Institut Alpin Videmanette, torna a vivere a Londra dove inizia a lavorare come bambinaia all’asilo nido Young England.

Il principe Carlo, il matrimonio e i figli
Diana e il principe Carlo si conoscono nel 1977 durante una battuta di caccia, ma la scintilla tra i due scatta tre anni più tardi, nel 1980, quando, dopo una partita di polo, Diana consola il principe per la perdita dello zio, Lord Mountbatten. La sincera compassione della ragazza colpisce profondamente Carlo, che qualche settimana più tardi decide di invitarla alla Royal Albert Hall, in occasione del Requiem di Verdi.

Ben vista dalla Famiglia Reale, gli incontri con Carlo proseguono. Con il passare dei mesi, il popolo e la stampa si convincono che è lei la futura sposa del principe di Galles. Finalmente il 24 febbraio 1981 arriva l’annuncio del fidanzamento ufficiale a Buckingham Palace, dove Lady D si trasferisce per studiare il protocollo reale. Nonostante l’etichetta impartita, Diana involontariamente, dà subito prova del suo anticonformismo.

Il 29 luglio 1981 si celebrano le nozze reali alla Saint Paul Cathedral di Londra. Più di 2.000 invitati, 600.000 persone per le strade e 750 milioni di spettatori per un matrimonio in mondovisione.

Trascorsi poco meno di cinque mesi tra viaggi e doveri reali, il 5 novembre 1981 la coppia ufficializza l’attesa del primogenito. Nel gennaio del 1982, Diana, incinta di 12 settimane, cade da una scalinata, ma nonostante alcune contusioni, il feto non riporta danni. La caduta, inizialmente considerata accidentale, è in realtà il primo silenzioso e disperato tentativo di Diana di attirare l’attenzione di Carlo, troppo impegnato nelle sue battute di caccia.

Il 21 giugno 1982, al St Mary’s Hospital di Londra, Diana mette al mondo William Arthur Philip Louis, il futuro erede al trono, il primo a nascere in un ospedale pubblico invece che, come da tradizione, a Palazzo. Due anni più tardi, il 15 settembre 1984, nasce il secondogenito, Harry Charles Albert David. Chiunque, anche chi al tempo la critica, le riconosce di essere una madre modello, devota ed amorevole. Raramente chiede pareri o consigli a Carlo e alla Famiglia Reale, è irremovibile per quanto riguarda i suoi figli.

Contributo umanitario e sociale
In qualità di principessa di Galles, Diana è tenuta a presenziare in ospedali, scuole e strutture di tutti i tipi per eventi di raccolta fondi. Dalla metà degli anni ottanta, grazie ad uno straordinario impegno e supporto per le cause, diventa madrina di un numero sempre crescente di enti benefici. Visita i malati di tutto il mondo, sostiene campagne per la difesa degli animali, sulla prevenzione dell’AIDS e contro l’uso delle armi e delle mine antiuomo. Ancora oggi, la foto di Diana in cui, in visita ad un centro di cura dell’AIDS, stringe la mano ad un malato, è storia, perché ha contribuito ad eliminare lo stigma sociale secondo cui chi soffre della malattia può trasmetterla con un semplice tocco. Sostiene attivamente numerose associazioni benefiche che lavoravano con senza tetto, giovani, tossicodipendenti e anziani e dal 1989 diventa presidente del Great Ormond Street Hospital for Children, rendendo i bambini il centro del suo più significativo contributo sociale.

Tradimenti, separazione e divorzio
Quello di Diana e Carlo, non è un matrimonio felice, ma più, come proprio lei disse “un matrimonio un po’ troppo affollato“.

I primi presagi di crisi risalgono al 1985, fino ai primi anni novanta quando il legame si scioglie irreparabilmente. Gossip, indiscrezioni, eventi prima smentiti e poi ammessi. Nella relazione dei principi di Galles i tradimenti non mancano. Diana intraprende una relazione extraconiugale con il suo istruttore di equitazione, il maggiore James Hewitt e Carlo invece, non interrompe mai la storia clandestina con la ex fiamma Camilla Parker-Bowles. L’adulterio di Carlo rimane sconosciuto fino alla pubblicazione nel 1992 del libro di Andrew Morton, Diana – La sua vera storia, che rivela senza indugio la profonda infelicità di Diana e di quel matrimonio, dei suoi disturbi alimentari e i tentativi di suicidio causati dall’indifferenza del marito.

Il 9 dicembre 1992 arriva l’annuncio ufficiale: il principe e la principessa di Galles, di comune accordo, decidono di separarsi. La stampa, i media e soprattutto il popolo sono schierati dalla parte di Diana. Dopo altre interviste scomode, parole di troppo e segreti svelati, il 20 dicembre 1995, la Regina spedisce ai principi di Galles una lettera in cui esige il divorzio, dichiarato poi ufficiale il 28 agosto 1996.

Vita privata dopo il divorzio
Rimasta a vivere nell’appartamento coniugale, Diana dopo il divorzio cerca invano di condurre una vita quanto più possibile normale, ma l’attenzione mediatica e la curiosità morbosa su di lei non cessano mai, nemmeno per un attimo.

Diana per due anni frequenta segretamente quello che molti dei suoi amici più stretti definiscono l’amore della sua vita: Hasnat Khan, uno stimato cardiochirurgo di origine pakistana, con cui però non funziona. Un mese più tardi, Diana inizia una relazione con l’imprenditore egiziano Dodi Al-Fayed, con cui, insieme ai suoi figli, trascorre le ultime vacanze della sua vita in Francia.

La morte
La notte tra il 30 ed il 31 agosto 1997 Diana, allora trentaseienne, perde la vita insieme al suo compagno Dodi Al-Fayed in un incidente automobilistico sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi. L’auto guidata dall’autista Henri Paul ed inseguita da paparazzi e giornalisti, si schianta contro il tredicesimo pilastro della galleria.

Dodi Al-Fayed e l’autista muoiono sul colpo, la guardia del corpo di Dodi, grazie alla cintura di sicurezza, rimane gravemente ferito ma sopravvive. Diana, estratta dalle lamiere ancora viva, a causa di gravi lesioni interne, viene dichiarata morta due ore dopo all’ospedale Pitiè-Salpêtrière. Le ragioni della sua morte prematura restano un mistero, per molto tempo si è discusso di complotti e segreti nascosti; la tesi più accreditata rimane quella di un assassinio organizzato dai servizi segreti britannici ma non sapremo mai cosa accadde realmente quella notte.

Il suo funerale, sotto gli occhi gonfi di lacrime di quasi 3 miliardi di spettatori, si svolge il 6 settembre 1997. Davanti a Buckingham Palace una distesa immensa di fiori e uno striscione appeso ai cancelli: Diana of Love (Diana d’amore).

Lady Diana, la principessa triste, a 60 anni dalla sua nascita e quasi 24 dalla sua scomparsa, rimane un simbolo immortale di coraggio, ribellione, autenticità ed eleganza. Vittima ingiusta di un sistema sbagliato e retrogrado ma vincitrice di una sfida di sottomissione di memoria secolare. Una principessa senza regno e senza castello ma una principessa dei cuori, del popolo.

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