mercoledì, 4 Agosto 2021

Grillo detta le condizioni a Crimi: “Autorizza voto su Rousseau entro 24 ore”

E sul mancato ingresso di Conte, Pizzarotti definisce "Grillo padre padrone", la Appendino afferma che "Il Movimento ha perso una grande occasione".

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Beppe Grillo detta le condizioni a Vito Crimi tramite un post su Facebook, con il leader pentastellato che chiede entro 24 ore l’ok al voto sulla piattaforma Rousseau per il nuovo Comitato direttivo. Il garante del Movimento, in seguito alla rottura con l’ex Premier Giuseppe Conte, si rivolge a Crimi: “Ti invito ad autorizzare, entro e non oltre le prossime 24 ore, la Piattaforma Rousseau al trattamento dei dati, come espressamente consentito dal provvedimento del garante della privacy e come rientrante nei poteri del titolare del trattamento. Nel caso, invece, in cui decidessi di utilizzare subito la nuova piattaforma, sarai ritenuto direttamente e personalmente responsabile per ogni conseguenza dannosa dovesse occorrere al MoVimento (azioni di annullamento voto, azioni risarcitorie…) per le scelte contrarie allo statuto che dovessi operare”.

“Vito, ti ho già risposto ieri in privato con il seguente messaggio”, scrive Grillo postando il messaggio inviato a Crimi: “Credo che tu non abbia ben interpretato il provvedimento del garante della privacy che ti rimetto. La parte cerchiata in rosso specifica bene che Rousseau può trattare i dati in caso di esplicite e specifiche richieste del Movimento. Oltretutto il titolare dei dati può sempre decidere a chi farli trattare. Nessuna galera, dunque. Al contrario sarebbe proprio il votare su una piattaforma diversa che esporrebbe il Movimento, e te in prima persona, ad azioni anche risarcitorie da parte di tutti gli iscritti. Come ti ho sempre detto prima di poter votare su un’altra piattaforma è, infatti, necessario modificare lo statuto con una votazione su Rousseau. Inoltre nella mancanza dell’organo direttivo l’unico autorizzato ad indire le elezioni dello stesso è il garante, e in quanto tale l’ho fatto secondo le sole modalità possibili previste dallo statuto vigente (art. 4 lettera b). Inoltre il garante della privacy non ha mai identificato in te il titolare dei dati degli iscritti, essendosi limitato a indicarlo genericamente nel Movimento, probabilmente a causa della tua controversa reggenza. Il voto dovrà, dunque, essere effettuato su Rousseau”.

“Non posso che ribadirti che l’unico modo per rispettare lo statuto attualmente vigente ed evitare più che probabili ricorsi per l’annullamento del voto, rimane fare questa consultazione sulla Piattaforma Rousseau. Ho chiesto a Rousseau di poter effettuare sulla piattaforma solo due votazioni, quella per l’elezione del Comitato direttivo e quella per la modifica dello statuto, che comunque sarà gestita dal neo eletto Comitato direttivo. Come ti ho già detto, infatti, solo dopo aver modificato lo statuto attraverso una votazione su Rousseau saremo liberi di usare una nuova piattaforma”, prosegue il cofondatore del Movimento.

“Il voto – riafferma Grillo – dovrà, dunque, essere effettuato su Rousseau”.

Nel frattempo non si placano le polemiche sulla chiusura da parte di Grillo all’ingresso di Conte nel Movimento. Sull’argomento è intervenuta la sindaca di Torino Chiara Appendino: “Sono molto amareggiata da quello che è successo e penso che Conte potesse essere la persona giusta. Credo ci sia molto sgomento, anche la base, gli attivisti e le persone che hanno vissuto tutto il percorso come me sono spaesate. A caldo mi sento solo di dire che abbiamo perso una grandissima occasione e che faremo tutte le nostre valutazioni, io farò le mie personali. Auspicavo una sintesi, sono mesi che dico che questo Movimento aveva bisogno di ristrutturarsi e rilanciarsi anche nella capacità di essere efficace dal punto di vista dell’azione di governo”.

“Il Movimento – prosegue l’Appendino – ha perso una grande occasione di discutere di uno statuto, su cui non si è neanche potuto discutere perché non è stato messo in votazione, discutere su una riorganizzazione e comunque avere alla guida una persona che ha dimostrato di voler bene al Movimento. Sono 4 mesi che lavora su questo percorso e che avrebbe potuto guidarci in una rifondazione che tutti riteniamo necessaria. Un ritorno al passato penso non sia assolutamente la risposta, dovevamo guardare avanti”.

“Il Movimento è una forza politica che è nata per porre al centro delle azioni di governo alcune tematiche – conclude la sindaca – se c’è un Movimento che è ancora capace di farlo ha senso perché vuoi provare a incidere. Se è per stare in una forza politica tanto per starci, se uno non ci crede ciascuno deve fare le proprie valutazioni. Siamo amareggiati, oggi chi ha vissuto tutto il percorso vive un momento difficile. Il tema è come il Movimento potrà continuare a incidere sull’azione di governo del Paese”

Dello stesso principio il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, ex esponente del M5S: “La crisi dei 5 Stelle non nasce oggi, né lo scontro tra Conte e Grillo è la causa, semmai è una conseguenza. La crisi dei 5 Stelle viene messa a nudo quando sono andati al governo per la prima volta: con la Lega e poi col Pd. Lì è stata definitivamente svelata la loro totale mancanza di identità politica. Il Movimento è un partito senza identità, non è di destra o di sinistra perché non poggia su alcun valore fondante, se non quello unico della protesta, cioè il Di Battista pensiero. Grillo è un padre padrone da sempre, e da sempre è inaffidabile: lo si scopre solo oggi? Chi insegue i 5 Stelle sul campo delle alleanze e dell’unità politica non si è ancora accorto che sta inseguendo un fantasma. Conte oggi può fare una cosa che sostenevo qualche anno fa: liberare il Movimento 5 Stelle da sé stesso”, conclude Pizzarotti.

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