sabato, 16 Ottobre 2021

Violenze in carcere, il racconto di un ex detenuto: “Ho ancora paura, ci hanno pestato per ore”

Emergono nuove testimonianze, a seguito delle 52 misure cautelari a carico della Polizia Penitenziaria, coinvolta negli scontri del 6 aprile 2020.

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Ci hanno pestato per ore, facendoci spogliare, inginocchiare, qualcuno si è fatto la pipì addosso, a qualcun altro tagliarono barba e capelli. Il giorno dopo ci hanno fatto stare in piedi non so per quanto tempo vicino alle brande, come fossimo militari. Non potevo non denunciare, ma altri compagni impauriti non lo hanno fatto. Vorrei dimenticare, spero che il processo arrivi presto“.

Dal carcere di Santa Maria Capua Vetere emergono nuove testimonianze, a seguito delle 52 misure cautelari a carico di figure appartenenti al corpo della Polizia Penitenziaria, coinvolte negli scontri del 6 aprile 2020 con i detenuti del carcere.

Sono pochi però i detenuti che hanno presentato denuncia, tra i quasi 300 malmenanti. Tra di loro un uomo, la cui identità è rimasta anonima, uscito dal carcere il 10 aprile per andare ai domiciliari in una località del Casertano, dove i Carabinieri hanno ascoltato la sua testimonianza: “Mi hanno ucciso di mazzate, dal primo piano al seminterrato sono sceso con calci, pugni e manganellate. I poliziotti penitenziari hanno commesso un grande errore, non è così che si danno i segnali“.

L’uomo prosegue il racconto, dicendo di sentirsi sollevato dopo gli arresti di ieri, poiché li attendeva da tempo. “Ma ad oltre un anno di distanza ho ancora paura. Negli occhi ho ancora quei momenti terribili, mai vissuti in carcere e con nessun poliziotto della Penitenziaria, con i quali ho sempre avuto buoni rapporti. Ma quel 6 aprile fu una cosa assurda, mai vista”. 

Cosa era successo:

Caserta, violenza e tortura sui carcerati durante il lockdown: 52 misure cautelari per polizia penitenziaria

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