sabato, 31 Luglio 2021

Omicidio Chiara Gualzetti, il 16enne accusato di omicidio premeditato: si valuta accertamento psichiatrico

Il reo confesso dell'omicidio di Chiara Gualzetti è accusato di omicidio premeditato nei confronti della minorenne. Si attende la convalida del fermo. Parla di voci che gli avrebbero detto di uccidere.

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Dopo la confessione dell’amico di Chiara Gualzetti, la 16enne il cui corpo è stato ritrovato ieri senza vita con evidenti ferite di arma da taglio alla gola e al torace, il ragazzo è stato accusato di omicidio premeditato nei confronti, per di più, di una minorenne. Questa l’ipotesi formulata dalla Procura per i minorenni di Bologna.

Gli inquirenti, coordinati dalla procuratrice Silvia Marzocchi e dal pm Simone Purgato, hanno elementi sufficienti per pensare ad un delitto pianificato, avendole dato appuntamento con l’intenzione di ucciderla, visto il coltello portato con sé e ritrovato durante le indagini. I due giovani si frequentavano da un po’, ma non erano fidanzati. Il movente, però, al momento, non è del tutto chiaro. Anche per questo si continuano a sentire altri ragazzi, non solo minorenni, della cerchia di amici, per approfondire ogni dettaglio.

La confessione
Il ragazzo ha confessato, ricostruendo in maniera “lucida” e precisa il delitto, non lo stesos si può dire per quanto riguarda il movente. Avrebbe agito spinto da “una voce interiore che gli ha detto di uccidere”, anche perché – secondo la sua confessione – la ragazza avrebbe espresso il desiderio di morire. Il racconto è al vaglio della Procura che sta valutando un accertamento psichiatrico.

Ha detto di aver agito da solo. Ha dato appuntamento a Chiara Gualzetti, l’ha portata ai margini del bosco nel parco dell’Abbazia di Monteveglio e lì l’ha uccisa, domenica scorsa. In quel punto, parzialmente nascosto da un cespuglio, il cadavere è rimasto per un giorno, quando è stato trovato ieri pomeriggio dai volontari attivati dai genitori.

Sarà disposta l’autopsia per verificare i tempi e le modalità del delitto, compiuto a coltellate. E sono stati sequestrati i telefoni per ricostruire i rapporti tra i due, i messaggi che si sono scambiati. L’indagato ha cancellato alcune chat prima di essere rintracciato dai militari. Al sedicenne, che risiede nello stesso Comune di Valsamoggia, gli investigatori sono arrivati in quanto ultima persona che aveva incontrato la giovane, allontanatasi da casa domenica senza rientrare. La Procura chiederà la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere. Non risulta che alcuno dei due ragazzi fosse seguito dai servizi sociali.

Tania Fonzari, Avvocatessa del 16enne: “Il mio assistito è molto scosso e si è messo a piena disposizione. Capiamo il dolore della famiglia. Che è il dolore di due famiglie”.

Ora si attende la fissazione dell’udienza davanti al Gip del Tribunale per i minorenni di Bologna per la convalida del fermo. I genitori della vittima, Vincenzo e Giusi, in un messaggio Facebook ringraziano tutte le Forze dell’Ordine: “Poche parole per esprimere tutta la mia gratitudine alle Forze dell’Ordine, alla protezione civile e a tutti quelli che hanno partecipato sia materialmente che moralmente. GRAZIE”.

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