martedì, 27 Luglio 2021

Parigi, riapre la casa di Victor Hugo con i suoi tesori “flamboyant”

Riapre, dopo 18 mesi di lavori, la casa di Victor Hugo, che diventerà sede di mostre e retrospettive come quella del café Mulot, all'apertura.

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Victor Hugo, scrittore, poeta, drammaturgo e politico francese, padre del Romanticismo, in Francia, ha trascorso quasi 16 anni della propria vita a place des Vosges, al secondo piano dell’hotel Rohan-Guèmènè. Riapre la casa di Victor Hugo, dopo 18 mesi di lavori, il luogo in cui l’autore visse insieme alla sua famiglia. Il 12 luglio 1832 decide di lasciare la sua casa di Notre -Dame- des- Champs per trasferirsi in quell’appartamento di circa 280 metri quadrati, nell’albergo. Una dimora “strategica”: aveva come vicino di casa il suo fraterno amico, Thèophile Gautier; la biblioteca dell’Arsenal, cuore del movimento romantico e la cattedrale di Notre-Dame, protagonista di uno dei suoi romanzi più conosciuti, uscito esattamente un anno prima.

Quella che un tempo si chiamava place Royale divenne negli anni il simbolo del trionfo del mio illustre antenato. Le tout Paris frequentava i saloni della sua residenza, politici, teste coronate e scrittori come Dickens, per esempio, incontri e ricevimenti che gli apriranno le porte dell’Académie francaise e più tardi gli permetteranno di ottenere anche il titolo di ‘pair de France“, dichiara Laura Hugo, discendente del grande maestro.

Sarà possibile tornare a visitare la casa di Victor Hugo che, per di più, diventerà sede di mostre e retrospettive come quella del café Mulot, all’apertura.

Tutto in uno stile ‘flamboyant‘ che miscelava elementi gotici e décor in stile Rinascimentale: le tappezzerie ai muri, i tappeti, il mobilio in legno massiccio, i ritratti e i busti -come quello realizzato da nel 1837 da David d’Angers con la dedica ‘A’ mon ami Victor Hugo, il letto a baldacchino stile Luigi XIII donatogli dai nipoti Georges e Jeanne, i colori forti e una incontestata propensione per i fiori, secondo i dettami della moda dell’epoca, tessuti spesso disegnati dall’autore dei ‘Misérables’ e poi quel ‘salon chinois’ ‘tappezzato’ di porcellane antiche cinesi che Victor Hugo amava scegliere e cercare personalmente.

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