mercoledì, 20 Ottobre 2021

Euro2020, no della Uefa allo stadio arcobaleno: “L’omofobia è una macchia ma siamo neutrali”

Dopo l'inchiesta sulla fascia arcobaleno di Manuel Neuer, la Uefa si oppone alla proposta di illuminare lo stadio del Bayern Monaco con i colori della bandiera della comunità Lgbt in occasione di Germania-Ungheria

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Dopo il caso Neuer, nel mirino per aver indossato la fascia con la bandiera della comunità Lgbt, la Uefa torna a far discutere. La città di Monaco aveva proposto alla Federcalcio tedesca di illuminare l’Allianz Arena con i colori dell’arcobaleno in occasione della partita contro l’Ungheria, in programma mercoledì 23 giugno alle 21. Una mossa che sembrava stuzzicare la squadra del ct Marco Rossi all’indomani dell’approvazione della legge che vieta la “promozione” dell’omosessualità ai minori. Il consiglio comunale della capitale bavarese si era detta favorevole all’iniziativa: “Siamo per la diversità, la tolleranza e l’uguaglianza nello sport e nella società”.

La Uefa ha però respinto la richiesta: “Il razzismo, l’omofobia, il sessismo e tutte le forme di discriminazione sono una macchia nella nostra società e rappresentano uno dei maggiori problemi che lo sport deve affrontare oggi – ha comunicato l’Unione delle federazioni calcistiche del Vecchio Continente. Tuttavia, la Uefa per i suoi statuti è un’organizzazione politicamente e religiosamente neutrale e visto il contesto politico di questa specifica richiesta, siamo costretti a declinare“.

Secondo la Uefa la discriminazione può essere combattuta “solo in stretta collaborazione con gli altri”. Per questo motivo afferma di aver proposto che Monaco di Baviera illumini l’arena con la bandiera arcobaleno in occasione del Christopher Street Day, l’annuale parata organizzata dalla comunità Lgbt il 28 giugno a conclusione del mese del pride, o dal 3 al 9 luglio.

Solo due giorni fa, la Uefa aveva aperto un’inchiesta sulla federazione tedesca a causa della fascia arcobaleno indossata dal capitano della nazionale Manuel Neuer durante le partite contro la Francia e il Portogallo. La questione si è conclusa poco dopo senza provvedimenti a carico del portiere che stava solo “promuovendo una buona causa”.

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