giovedì, 28 Ottobre 2021

Cambogia, arrestati tre ambientalisti: rischiano fino a 10 anni di carcere

I tre attivisti indagavano sugli sversamenti di rifiuti nel fiume della capitale. Il governo si accanisce contro l'Ong Mother Nature.

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Sun Ratha (26 anni), Ly Chandaravuth (22) e Yim Leanghy (32), attivisti di Mother Nature, sono stati arrestati in Cambogia con l’accusa di aver “complottato contro il governo e insultato il re”. Rischiano fino a 10 anni di carcere.

I tre sono stati arrestati la mattina del 16 giugno mentre indagavano sull’inquinamento causato dagli sversamenti di rifiuti nel fiume Tonle Sap a Phnom Penh, la capitale. Dopo la carcerazione, un portavoce del governo ha riferito ai media locali che Ratha, Chandaravuth e Leanghy sono colpevoli, insieme a Mother Nature, di aver “ottenuto denaro straniero per commettere azioni ribelli e incitare la popolazione a rovesciare il governo”.

“Queste accuse oltraggiose sono un palese tentativo di mettere a tacere e intimidire non solo Mother Nature Cambogia, ma un’intera generazione di giovani cambogiani che hanno osato difendere i diritti umani e la giustizia ambientale”, ha dichiarato Ming Yu Hah, vicedirettrice regionale per le campagne di Amnesty International.

Nel corso della loro attività di sensibilizzazione, gli attivisti cambogiani di Mother Nature hanno affrontato, specialmente negli ultimi mesi, una serie di repressioni, oltre ad essere stati più volte accusati di “causare caos nella società” dal ministero degli Interni cambogiano poiché la Ong non sarebbe registrata secondo quanto previsto dalla LANGO, la controversa legge sulle associazioni e le organizzazioni non governative del 2015. Il 5 maggio, il tribunale municipale della capitale aveva condannato quattro attivisti della stessa Ong per “istigazione” dopo che questi avevano organizzato una marcia di protesta contro la decisione del governo di riempire di sabbia un lago di Phnom Penh.

Le ambasciate svedesi e statunitensi si dicono preoccupate per la vicenda. Phay Siphan, portavoce del governo cambogiano, giustifica il provvedimento affermando che è stata semplicemente applicata la legge e invita gli imputati a “trovare un buon avvocato per combattere in tribunale invece di inventare notizie”.

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