mercoledì, 27 Ottobre 2021

Film e serie tv, la Brexit colpisce anche qui: addio a “The Crown”

Questi prodotti made in UK non sono più 'europei', e per questa ragione non dovrebbero più rientrare nella quota di almeno 30% di produzioni fatte in Europa sulle piattaforme on demand come Netflix o Amazon, fissata dalle direttive Avms dell'Ue. 

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Appassionati di “The Crown” o “Downtown Abbey”, tremate: la Brexit potrebbe valere anche per film e serie tv. Questi prodotti made in UK non sono più “europei”, e per questa ragione non dovrebbero più rientrare nella quota di almeno 30% di produzioni fatte in Europa sulle piattaforme on demand come Netflix o Amazon, fissata dalle direttive Avms dell’Ue.

Pare sia questo il contenuto di un documento interno Ue dell’8 giugno, visionato dal popolare giornale The Guardian, secondo cui l’inclusione di film e serie inglesi in queste quote porta ad una “sproporzionata” quantità di programmi d’oltremanica sulle tv europee.

“Questa sproporzione rischia di minare il raggiungimento dell’obiettivo di promozione delle opere europee e della diversità culturale”, pare si legga sul documento, nel quale si richiede alla Commissione Europea di iniziare uno studio sui rischi che la produzione britannica comporta per la “diversità culturale” europea.

L’iniziativa potrebbe diventare realtà da gennaio, quando la Francia avrà per sei mesi la presidenza di turno dell’Ue. In questa circostanza Spagna, Grecia, Italia e Austria appoggeranno i cugini francesi su questa linea. La Francia, da sempre molto attenta all’aspetto culturale, va già oltre la direttiva dell’Ue, imponendo il 60% di produzione europea sulle piattaforme on demand.

C’è da sottolineare, però, che nonostante la Gran Bretagna sia ormai uscita dall’Ue, la sua produzione viene ancora etichettata come europea, secondo la definizione della convenzione sulle televisioni del Consiglio d’Europa, di cui Londra fa parte. Ma la direttiva Avms sui media audiovisivi dovrà essere cambiata fra tre anni: allora sì che questa ipotesi potrà diventare concreta e potrebbe entrare in vigore l’esclusione dei prodotti british.

Questa decisione potrebbe avere pesanti conseguenze: il Regno Unito è il maggior produttore europeo di film e programmi per tv, un primato che frutta 1,4 miliardi di sterline l’anno con la vendita dei diritti all’estero. Non è difficile prevedere ciò che accadrà: si rischia una vera e propria contesa sulle serie tv nel Vecchio Continente.

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