giovedì, 28 Ottobre 2021

Tokyo2020, il covid fa paura: manifestanti chiedono la cancellazione dei Giochi Olimpici

I giapponesi temono il Covid e le sue varianti, ma il governo e il Comitato Olimpico Internazionale non indietreggiano.

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A quasi un mese dall’inizio dei Giochi Olimpici di Tokyo2020, cresce la preoccupazione per un possibile aumento dei contagi da Coronavirus. Sabato, alcuni manifestanti sono scesi nelle piazze della capitale per chiedere la cancellazione dell’evento, iniziativa sostenuta anche dal secondo giornale più venduto in Giappone, l’Asahi Shimbun. Secondo i sondaggi, la maggior parte dei cittadini nipponici si oppone allo svolgimento delle imminenti Olimpiadi.

Lo stato di emergenza a Tokyo, così come in altre zone del Giappone, è stato infatti revocato solo giovedì e solo il 6% della popolazione è stato vaccinato. Sono state firmate numerose petizioni e persino gli esperti di sanità pubblica sono scettici difronte al mitigamento, da parte dei responsabili all’organizzazione dei Giochi, dei rischi legati alla prosecuzione delle competizioni. Venerdì, Shigeru Omi, principale consigliere medico del governo giapponese per l’emergenza sanitaria, ha dichiarato che sarebbe “auspicabile” tenere le Olimpiadi senza spettatori di persona in modo da ridurre il rischio di contagi.

Il potere ultimo di decisione su Tokyo2020 è del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) che, insieme al governo giapponese, continua ad insistere sulla sicurezza dei Giochi. Sono già state annunciate altre restrizioni per raggiungere un compromesso: Yuriko Koike, governatrice della capitale, ha dichiarato che tutti gli eventi con spettatori dal vivo saranno annullati se dovesse esserci un picco di infezioni. Misure che Koike ha definito necessarie per il successo delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi.

Gli spettatori internazionali sono stati effettivamente esclusi, ma resta ai locali la possibilità di assistere alle competizioni. Inoltre, saranno circa 15mila gli atleti provenienti da oltre 200 Paesi che si recheranno a Tokyo; sono previsti anche 80mila funzionari, senza considerare giornalisti e personale di supporto. La vaccinazione, tra l’altro, non è obbligatoria e una scarsa o assente copertura vaccinale potrebbe non solo facilitare la trasmissione del SARS-CoV-2, ma addirittura favorire la proliferazione delle varianti, accendendo nuovi focolai.

Tuttavia, è il CIO che ha l’autorità esclusiva di annullare i Giochi Olimpici, potere conferito nel contratto siglato con la città ospitante delle competizioni; se il Giappone ne chiedesse la cancellazione, dovrebbe risarcire il Comitato. Il Paese del Sol Levante ha speso 15,4 miliardi di dollari, ma gli audit del governo avevano dimostrato che, in realtà, i costi si aggirano intorno ai 25 miliardi. La sola Dentsu Inc., prima agenzia pubblicitaria del Giappone, ha raccolto oltre 3 miliardi di dollari dagli sponsor locali.

Intanto, gli organizzatori di Tokyo2020 hanno aperto le porte del nuovo Villaggio Olimpico ai media e della “clinica per la febbre” dedicata esclusivamente al Covid19. La zona mista per gli ospiti, prevista nel precedente progetto, è stata eliminata e sono state disposte diverse restrizioni per tutelare la salute degli atleti e di tutti i frequentatori dell’area. Nonostante il compromesso, restano le preoccupazioni. La stessa rivista scientifica The Lancet sottolinea l’incoscienza di chi si ostina nel proseguire con l’organizzazione delle Olimpiadi e punta il dito contro il silenzio delle organizzazioni sanitarie globali.

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