lunedì, 18 Ottobre 2021

India, leggenda dell’atletica stroncata dal Covid: morto a 91 anni Milkha Singh il “Sikh volante”

Morto a 91 anni per Covid, Milkha Singh il "Sikh volante", leggenda dell'atletica leggera indiana. Quotato probabilmente come il miglior atleta che l'India abbia avuto.

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Fece parlare di se quando alle olimpiadi di Roma nel ’60 si presentò a gareggiare con la classica capigliatura degli appartenenti alla religione “Sikh”, da lì fu apostrofato il “Sikh volante” e a quelle olimpiadi raggiunse il quarto posto nella finale dei 400m.

Si è spento a 91 anni per Covid  in un ospedale a Chandigarh, nel nord dell’India, Milkha Singh una delle più grandi leggende dell’atletica leggera dell’India e secondo la stampa specializzata “il miglior atleta che l’India abbia mai prodotto”.

Singh sopravvisse da adolescente allo sterminio della sua famiglia nelle violenze religiose seguite all’indipendenza dell’India nel 1947, la Bbc gli ha tributato un omaggio come l’uomo che “imparò a correre per salvarsi la vita”.

Singh ha vinto cinque medaglie d’oro in altrettanti campionati asiatici di atletica e nel 1959 è stato omaggiato del Helms World Trophy per aver vinto 77 delle 80 gare internazionali disputate. Fu anche oro nei giochi del Commonwealth del 1958.

Nato nel 1930, il giorno della nascita non si sa con certezza, in una famiglia Sikh di 15 figli, nella colonia britannica in un piccolo villaggio del Multan, vide morire entrambi i genitori e sette fra fratelli e sorelle durante le violenze etnico-religiose seguite alla partizione fra India e Pakistan contestuale all’indipendenza del 1947.

Nel 2013 anche Bollywood gli ha reso omaggio con un film, “Bhaag Milkha Bhaag” (Corri Milkha, corri), intitolato come le ultime parole che gli avrebbe urlato il padre prima di venire ucciso, in cui si rievocava la sua traumatica adolescenza e si stabiliva un nesso profetico fra quelle parole e la sua futura carriera sportiva: un talento emerso durante la sua militanza nell’esercito indiano.

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