mercoledì, 27 Ottobre 2021

Trieste, Cinema Ariston: presentato il film “Bogre. La grande eresia europea” di Fredo Valla

Il film è stato girato in Bulgaria, Italia, Occitania e Bosnia, facendosi carico di ben cinque lingue: bulgaro, francese, occitano, italiano e bosniaco.

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Domani, al cinema Ariston di Trieste, verrà presentato il documentario del regista e sceneggiatore Fredo Valla, intitolato “Bogre. La grande eresia europea”. Questo film narra del lungo viaggio degli eretici del medioevo: i Catari e i Bogomili. Le loro vicende portano svariate analogie, in relazione ad avvenimenti più “recenti” come: il genocidio armeno, lo Shoah, l’intolleranza verso il “diverso”.

Il giornalista e scrittore Paolo Rumiz presterà il film tramite un dialogo con l’autore. Il regista racconta: “In lingua d’oc ‘bogre’ significa bulgaro, ma da secoli la parola ha assunto il significato di inetto, babbeo, colui che maschera la verità. Dal XII secolo ‘bogre’ divenne un insulto diretto ai Catari d’Occitania, assimilati al movimento dei Bogomìli bulgari, da cui il catarismo occidentale derivava”.

La troupe comprende persone come: Giovanni Lindo Ferretti, Olivier de Robert, Muriel Batbie-Castell, Gérard Zuchetto, Alain Vidal, Luca Occelli, Dario Anghilante. Il film è stato girato in Bulgaria, Italia, Occitania e Bosnia, facendosi carico di ben cinque lingue: bulgaro, francese, occitano, italiano e bosniaco.

Il documentario è prodotto dall’Associazione Chambra d’Oc, IncadenzaFilm, Lontane Province Film, con la collaborazione di svariati partner. “Bogre. La grande eresia europea” rivela i rapporti tra i due esponenti eretici, i Catari e i Bogomili, provenienti dai Balcani. In tal proposito, Fredo Valla riferisce che “è una vicenda estirpata dai libri di storia, ma che, purtroppo, ritorna puntuale nel corso dei secoli”.

Fredo Valla, dopo aver realizzato una serie di documentari, con il coordinamento di grandi registi italiani come Pupi Avati, tra i suoi ultimi lavori, ha firmato “più in alto delle nuvole” e “Non ne parliamo di questa guerra”. “Più in alto delle nuvole” parla di Géo Chavez, il primo trasvolatore, del 1910, delle Alpi; mentre “Non ne parliamo di questa guerra” espone le difficoltà della Grande Guerra e sugli svariati ammutinamenti dei militari italiani.

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