lunedì, 2 Agosto 2021

Centrale di spaccio nella tendopoli e al porto: otto arresti a Gioia Tauro

Otto ordinanze di misura cautelare sono state eseguite dai carabinieri di Gioia Tauro, affiancati dal Nucleo Cinofili di Vibo Valentia.

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Otto ordinanze di misura cautelare sono state eseguite nella notte dai carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, affiancati in fase esecutiva dal Nucleo Cinofili di Vibo Valentia.

I provvedimenti, emessi dall’Ufficio del Giudice delle Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, sono a carico di 6 italiani e 2 centroafricani. L’operazione, denominata “Marracash”, verte a contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti nel centro urbano di San Ferdinando e all’interno della Tendopoli Ministeriale.

Le indagini, iniziate al termine del 2019 e concluse l’estate scorsa, sono partite dal controllo di un individuo italiano che spacciava al Porto di Gioia Tauro con altri due amici (uno dei quali attualmente detenuto dopo l’operazione “Eclissi” contro le cosche di ‘ndrangheta della zona) a diversi suoi concittadini da un casolare nella periferia di San Ferdinando.

In corso d’indagine è stata rintracciata un’altra donna originaria di San Ferdinando, impegnata anche lei nello spaccio di stupefacenti ai cittadini di San Ferdinando, San Costantino Calabro e Polistena. La donna si riforniva in due luoghi: al Porto di Gioia Tauro e nella struttura di accoglienza di San Ferdinando, dove peraltro lavorava al Front Office d’ingresso.

Non solo, la donna riceveva le sostanze anche da un suo collega di lavoro, un operaio originario del Gambia anch’esso dipendente della Tendopoli, diventata punto focale dello spaccio per africani e italiani residenti a San Ferdinando. Un altro gambiano residente a Rosarno forniva gli stupefacenti al connazionale dirigendone l’attività illecita.

Grazie anche all’installazione di telecamere di videosorveglianza sono stati identificati altri due soggetti italiani, che hanno favorito le attività illecite.

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