mercoledì, 20 Ottobre 2021

Varianti, il vaccino italiano Covid-eVax funziona: presentati primi dati della sperimentazione

Il vaccino italiano Covid-eVax. che utilizza la tecnologia del Dna unita alla tecnica dell'elettroporazione, protegge dal contagio da virus SarsCoV2 e funziona contro le varianti. In Italia la sperimentazione è partita a marzo

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Il vaccino italiano Covid-eVax, delle aziende Takis e Rottapharm Biotech protegge dal contagio da virus SarsCoV2 e funziona contro le varianti.

I dati ottenuti nei modelli preclinici, ossia su topi modificati in modo da avere lo stesso recettore Ace umano utilizzato dal virus per invadere le cellule, e sulla base dei quali è stata avviata la sperimentazione clinica di fase 1 e 2, in corso, sono stati presentati a un’importante rivista internazionale e sono online sul sito BioRxivossia.

La novità è quella che il vaccino Covid-eVax utilizza la tecnologia del Dna unita alla tecnica dell’elettroporazione, che permette il passaggio del Dna nelle cellule utilizzando brevi stimoli elettrici. Tale tecnologia è stata sviluppata grazie alla collaborazione con un’altra azienda italiana, l’Igea di Carpi (Modena).

Lo studio è frutto di una collaborazione internazionale alla quale partecipano Istituto Spallanzani, Istituto Regina Elena, Ingm e ospedale San Raffaele di Milano, l’Università tedesca di Ulm e quella israeliana di Tel Aviv, il National Infection Service del britannico Public Health England.

A marzo, in Italia è iniziata a la sperimentazione clinica di fase 1 e 2 presso l’Ospedale San Gerardo di Monza con Università di Milano Bicocca, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli, Istituto Spallanzani e Centro Ricerche Cliniche di Verona, in collaborazione con i laboratori di VisMederi a Siena.

Matteo Iannacone, dell’Ospedale San Raffaele di Milano e docente dell’Università Vita-Salute, ha dichiarato come in questo momento sia necessaria la ricerca scientifica e che: “I dati ottenuti nel modello di topo hACE2, che ha lo stesso recettore dell’uomo e sviluppa una patologia simile, mostrano la protezione dal virus e l’assenza di sintomi respiratori ed effetti clinici dovuti all’infezione da SarsCov2

Grazie a un finanziamento europeo competitivo, i risultati ottenuti nei topi sono stati confermati nel furetto, un modello molto usato per i virus respiratori e predittivo dell’efficacia dei vaccini“, dice Fabio Palombo, direttore dell’Area Vaccini contro il cancro della Takis.

In una nota delle due aziende si legge: “Il vaccino non ha bisogno di complesse formulazioni, può essere prodotto in larga scala e non ha necessità della catena del freddo”.

In ambito veterinario si sta sperimentando una tecnologia analoga. Antonella Conforti, direttore della Evvivax, la spinoff veterinaria della Takis: “Il SarsCoV2 è infatti in grado di infettare diverse specie animali ed è importante prevenire l’insorgenza di nuove varianti con la vaccinazione, ove possibile”.

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