domenica, 13 Giugno 2021

Indagine Oxfam, essere maggiorenni è una questione di “origini”

Per chi vive lontano dall'Italia e dall'Europa: “entrare nell’età adulta non è una transizione ma la fine di tutto il sistema di supporto e protezione su cui fare affidamento”. 

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L’età, si sa, spesso è solo un numero. Ciò che conta sono le esperienze di vita, il carattere, il contesto sociale e culturale in cui si è vissuti. Le 18 candeline spente rappresentano nell’immaginario comune il salto dall’infanzia al mondo adulto delle responsabilità, ma anche questo conta relativamente alla fine dei conti. Specie se hai vissuto ben lontano dalla tranquillità e comodità del mondo occidentale ma hai lasciato l’Eritrea per attraversare un mare in tempesta da solo, di notte, su di un barcone e ancora minorenne.

Per chi vive lontano dall’Italia e dall’Europa “entrare nell’età adulta non è una transizione ma la fine di tutto il sistema di supporto e protezione su cui fare affidamento”. 

Cosa accade a ragazzi e ragazze che decidono di sfidare il destino per sognare l’Europa?

Un rapporto stilato da Oxfam, Greek Council for Refugees, Dutch Council for Refugees, ACLI Francia denuncia i rischi che comporta compiere 18 anni per i minori arrivati soli in Europa, nella fase in cui dovrebbero invece progettare il loro futuro nei Paesi di accoglienza. Soprattutto se le politiche sistemiche in grado sostenere i giovani migranti nel loro percorso di integrazione risultano essere pressoché assenti.

Nei 5 Paesi presi in esame, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Irlanda e Italia, accade che i migranti minorenni perdano ogni rete di protezione. Come spiega  Giulia Capitani, policy advisor di Oxfam Italia su migrazione e asilo: “La norma prevede che i minori rifugiati arrivati in Europa siano ospitati in strutture adeguate e affidati a tutori per tutte le questioni amministrative e legali. L’accesso a strutture di accoglienza per i neo-maggiorenni varia però da Paese a Paese: in Irlanda vengono trasferiti in alloggi per adulti con standard molto bassi, in Grecia possono finire in uno dei campi profughi o per strada, in Italia ci sono diverse opzioni ma anche il rischio, più che concreto, di essere messi semplicemente alla porta”.

E in Italia?

Il problema risulta essere ancora più “semplice” e risiede nella difficoltà di ottenere il permesso di soggiorno: a 18 anni il diritto di non essere espulsi decade ed è necessario ottenere un documento che garantisca il diritto a restare. Chi ha fatto richiesta di asilo e diventa maggiorenne mentre è ancora in attesa dell’esito può trovarsi in enorme difficoltà, nel caso la sua domanda venga respinta. A quel punto viene respinta la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno di altro tipo, ad esempio per studio o lavoro, e il rischio di cadere nell’irregolarità è altissimo.

L’appello rivolto alle istituzioni italiane ed europee è di “affrontare in modo più organico il passaggio dei minori non accompagnati all’età adulta, garantendo il coordinamento di tutti gli attori coinvolti – conclude Capitani – e di promuovere in particolare il ruolo dei tutori volontari, previsto dalla Legge Zampa, e dei tutori sociali dopo il compimento della maggiore età. All’Europa, di spingere gli Stati Membri verso politiche strutturate e di mettere a disposizione più fondi per l’integrazione”. –

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