giovedì, 21 Ottobre 2021

Italia, pubblicati verbali task force a febbraio 2020: “Non c’è circolazione del virus”

In Italia, a inizio febbraio 2020, gli esperti ritenevano che l'infezione da SarsCov2 fosse circoscritta alla Cina. Poco giorni dopo, il 21 febbraio, a Codogno, il "paziente uno".

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In Italia, a inizio febbraio 2020, gli esperti ritenevano che l’infezione da SarsCov2 fosse circoscritta alla Cina. Poco giorni dopo, il 21 febbraio, a Codogno, il “paziente uno”.

In quell’arco di tempo sono stati pubblicati online sul sito del ministero della Salute i resoconti della task-force coronavirus relativi al periodo 22 gennaio-21 febbraio 2020. La pubblicazione di tutti i documenti inerenti le riunioni è stato stabilito dal Tar del Lazio con una sentenza pubblicata il 7 maggio scorso, a seguito del ricorso di un parlamentare.
Nella riunione del 6 febbraio 2020, inoltre, l’Istituto superiore di sanità enunciava “non c’è trasmissione del virus prima della comparsa dei sintomi” e suggeriva di predisporre “un piano per implementare i posti di terapia intensiva nell’eventualità che ci fosse un’epidemia nel nostro Paese”.
La task force ministeriale, come era stato indicato a gennaio 2020, era stata istituita con il compito di “coordinare ogni iniziativa relativa al Coronavirus 2019-nCoV”.
Il 15 febbraio 2020 è stato necessario aggiornare il piano pandemico. A evidenziare il problema era stato Francesco Paolo Maraglino, del dipartimento Prevenzione del ministero. “Il dottor Maraglino – si legge nel verbale della riunione – evidenzia la necessità di procedere ad un aggiornamento del Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale, risalente al 2009”.
Il 21 febbraio, il ministro della salute, Roberto Speranza: “È molto importante adottare misure precauzionali più severe per evitare che il virus si diffonda”. Il tutto non appena si ebbe la notizia del primo paziente posivito al Covid-19, a Codogno.

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