domenica, 13 Giugno 2021

Tragedia Mottarone, cambia il gip: richiesta revoca libertà per Nerini e Perocchio

Il Caso Mottarone riassegnato al gip Elena Ceriotti. Donatella Banci Buonamici esonerata dall'incarico. Richiesta di annullare il provvedimento con cui Buonamici aveva rigettato la richiesta di misura cautelare per Luigi Nerini e Enrico Perocchio.

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La Procura della Repubblica di Verbania ha chiesto al Tribunale del Riesame di annullare il provvedimento con cui il gip Donatella Banci Buonamici aveva rigettato la richiesta di misura cautelare per Luigi Nerini, titolare della Ferrovia del Mottarone, e per Enrico Perocchio, l’ingegnere direttore di esercizio. 

Il Presidente del Tribunale di Verbania, Luigi Maria Montefusco, ieri ha assegnato nuovamente il “caso della tragedia del Mottarone” al GIP Elena Ceriotti, assente al momento dell’accaduto. Il suo posto era stato preso da Donatella Banci Buonamici come supplente per la convalida del fermo.

Si allungano, così, i tempi di attesa riguardanti la richiesa di Marcello Perillo, legale di Gabriele Tadini, capo servizio della funivia del Mottaronea, per gli arresti domiciliari.

Come si legge nel provvedimento del Montefusco “il giudice assegnatario del procedimento, si sarebbe dovuto individuare, in caso di assenza o impedimento del gip titolare, in via gradata”  tra gli altri giudici dell’ufficio, escludendo il Presidente Donatella Banci Buonamici. La Banci, infatti, il giorno dopo i fermi, si era assegnata, con un provvedimento il fascicolo della sua collega Ceriotti. Ma per Montefusco “tale assegnazione, se giustificata per la convalida del fermo, non è conforme alle regole di distribuzione degli affari e ai criteri di sostituzione dei magistrati dell’ufficio gip-gup”.

Le difese degli indagati: “Cose mai viste”
“È un provvedimento anomalo. Non è mai capitato che durante una partita venga cambiato l’arbitro nonostante tutti riconoscano abbia operato bene” – ha detto l’avvocato Pasquale Pantano, legale di Luigi Nerini, titolare della Ferrovia del Mottarone e tra gli indagati per l’incidente in cui sono morte 14 persone.

“Non si è mai visto un provvedimento del genere. È la prima volta che non per un valido impedimento ma per un problema tabellare sia sostituito un giudice di un procedimento in corso” – ha rincarato l’avvocato Marcello Perillo, difensore di Gabriele Tadini, capo servizio della Funivia e l’unico dei tre fermati ad essere agli arresti domiciliari.

La richiesta della difesa di Tadini riguarda le modalità attraverso cui procedere alle verifiche e alle perizie tecniche sul relitto della cabina e sul cavo spezzato. La Procura ha già ipotizzato di richiedere un “accertamento tecnico non ripetibile”; mentre il legale di Tadini chiede l’incidente probatorio.

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