giovedì, 24 Giugno 2021

Seid, il razzismo non c’entra: gli italiani sì

I genitori di Said Visin, morto suicida, respingono l'idea che si sia tolto la vita per colpa del razzismo, ma l'Italia e gli italiani sanno essere cattivi quando vogliono. Cosa che succede troppo spesso e in molti campi.

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“Il gesto estremo di Seid non deriva da episodi di razzismo”. Sono parole che i genitori di Seid Visin hanno affidato alla emittente Telenuova. Said è morto suicida, il suo decesso è stato accompagnato da fortissime polemiche per una lettera in cui lui stesso parla di intolleranza dovuta al colore della sua pelle.

I genitori italiani del ragazzo, arrivato dall’Etiopia quando era bambino e adottato da una coppia di Nocera Inferiore, hanno voluto sottolineare che quella lettera, portatrice di tante polemiche, è in realtà di un post scritto ormai oltre 2 anni fa, nel 2019. Dunque per i due, il razzismo non centra nulla, tanto da aver chiesto di non strumentalizzare la sua morte, sebbene quel post debba farci riflettere.

In tutto questo, resta una vita spezzata troppo presto, in un Paese che lui aveva scelto come nuova casa, o che il destino aveva scelto per lui, ma che evidentemente non ha saputo essere all’altezza come avrebbe dovuto, un Paese che sa essere grande quando vuole, ma anche piccolissimo nei momenti cui dà il peggio di sé.

Quello dell’intolleranza è un problema che viene da lontano, forse da quando i diversi eravamo noi, forse proprio per questo ancora più odioso. Gli italiani odiano le regole, odiano le donne, odiano l’ambiente, odiano tutto ciò che non rientra nei canoni della supposta normalità, che poi altro non è che quello: supposta.

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