sabato, 19 Giugno 2021

Haiti, ingegnere italiano rapito da gruppo criminale locale

L'uomo stava lavorando alla costruzione di una strada per conto di un'azienda italiana. Secondo fonti locali, gli autori potrebbero essere membri del gruppo criminale, i 400 Mawozo

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Giovanni C., ingegnere italiano di 74 anni, sarebbe stato sequestrato in località Croix des Bouquets. Precisamente, sul cantiere dove stava lavorando alla costruzione di una strada per conto dell’azienda italiana Bonifica S.p.A. di Roma. Da Panama, l’ambasciatore italiano riferisce che, insieme a lui, potrebbe essere stato rapito anche un tecnico, di cui però non si conoscono né il nome né la nazionalità.

Secondo fonti locali, gli autori sarebbero da ricondurre ad un’organizzazione criminale locale chiamata “400 Mawozo” e avrebbero già contattato la sede locale dell’azienda per ottenere soldi dal riscatto.

Haiti è uno dei paesi più poveri al mondo. Le sue condizioni economiche si sono ulteriormente aggravate con il terremoto del 2010 che causò la morte di 222mila persone e la distruzione di molte infrastrutture che devono ancora essere ricostruite. Per questo motivo, negli ultimi si sono verificati sempre più spesso episodi di sequestri a scopo di riscatto.

Solo nel 2020, sono stati registrati 243 sequestri. Fra i casi più recenti, quello dell’11 aprile scorso, in cui sette religiosi cattolici, cinque sacerdoti e due suore, sono stati prelevati con la forza da un albergo e per i quali è stato chiesto il pagamento del riscatto di un milione di dollari.

Anche in quel caso, gli autori del sequestro furono i 400 Mawozo, e il loro leader Lanmo San Jou aveva rilasciato dichiarazioni ad una radio locale minacciando azioni forti se non fosse stato pagato il riscatto.

I religiosi sono poi stato lasciati alla fine di aprile, ma non è stato possibile sapere se sia stato pagato il riscatto richiesto.

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