mercoledì, 27 Ottobre 2021

Europa, occhio alla spesa: redarguite Italia e Portogallo

Paolo Gentiloni, Commissario Ue all'Economia, in tema di bilanci: "non bisogna ritirare il sostegno troppo presto, ma questo non significa non tenere d'occhio i livelli di spesa corrente e in particolare quelli che possono costituire peso permanente", come ricerca e infrastrutture pubbliche.

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La Commissione europea, in versione severa maestra, redarguisce Italia e Portogallo e chiede alle due nazioni di “limitare l’aumento della spesa corrente”; per tutti e 13 i Paesi ad elevato debito pubblico invece, si raccomanda di perseguire politiche di bilancio “prudenti”, mentre bisogna continuare strenuamente a sostenere gli investimenti aggiuntivi necessari alla ripresa con l’aiuto del Recovery fund. É questa la raccomandazione che emerge dal Pacchetto di primavera del semestre europeo, pubblicato oggi dalla Commissione Ue.

A tal proposito, Paolo Gentiloni, Commissario Ue all’Economia, in tema di bilanci dichiara che “non bisogna ritirare il sostegno troppo presto, ma questo non significa non tenere d’occhio i livelli di spesa corrente e in particolare quelli che possono costituire peso permanente”.

Il Commissario poi aggiunge: “Nel 2022 le politiche dovrebbero diventare più differenziate”, tutti gli Stati “dovrebbero dare la priorità a politiche che aumentino gli investimenti pubblici e privati”, ma “quelli con alto debito dovrebbero limitare la crescita della spesa corrente. Perché una cosa è se la spesa pubblica è usata per le spese correnti, un’altra se è usata per investire in ricerca, istruzione e infrastrutture pubbliche”.

Gentiloni, inoltre, si dice fiducioso sulla raccomandazione formulata dalla Commissione di mantenere anche nel 2022 la clausola di sospensione del Patto di stabilità, con la prospettiva di disattivarla e di tornare all’applicazione delle regole “normali” dal 2023.

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