giovedì, 24 Giugno 2021

Processo ex Ilva, dai 3 ai 22 anni di reclusione le condanne per gli imputati

In seguito al processo "Ambiente Svenduto", in merito all'ex Ilva di Taranto, la Corte d'Assise della città, nella sentenza letta questa mattina, condatta i fratelli Riva, Vendola, Buffo, Capogrosso, Florido, Archinà e Assennato. Assolve l'ex Prefetto Ferrante e confisca l'area a caldo del siderurgico.

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Nel processo “Ambiente Svenduto” per il polo siderurgico di Taranto, l’ex Ilva, sono stati condannati i fratelli Riva e l’ex Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il processo, iniziato il 17 maggio del 2016, si è finalmente concluso: quattro anni da quando furono sequestrati gli impianti dell’area a caldo del siderurgico e, anche se i primi arresti erano già avvenuti a partire dal 26 luglio 2012, la Corte d’Assise di Taranto oggi ha emessa la condanna a 22 e 20 anni di reclusione per Fabio e Nicola Riva. I due imputati principali per i quali era stata chiesta una condanna, per disastro ambientale, più dura: 28 anni al primo e 25 al secondo.

Nichi Vendola
Vendola, ex presidente della Puglia, è stato condannato, per disastro ambientale, a 3 anni e mezzo di reclusione. Più di un anno in meno, rispetto alla richiesta precedente dei pm. L’uomo è accusato anche di concussione aggravata nei confronti dei vertici di Arpa Puglia, affinché “ammorbidissero” la loro posizione verso l’Ilva.

Confisca area a caldo
La Corte di Assise di Taranto ha disposto la confisca di tutta l’area a caldo dell’Ilva: misura presente nel corpo della sentenza letta, dal Presidente Stefania D’errico, nella mattinata di oggi, 31 maggio.

Buffo 4 anni di reclusione, Capogrosso 21
Adolfo Buffo, ex direttore dell’Ilva, ed attuale direttore generale di Acciaierie d’Italia – società tra ArcelorMittal Italia e Invitalia – è stato condannato a 4 anni di reclusione. A Buffo era contestata anche la responsabilità di due incidenti mortali sul lavoro.

Luigi Capogrosso, ex direttore del siderurgico e Girolamo Archinà, ex consulente dei Riva per le relazioni internazioni, sono stati condannati a 21 anni di carcere.

Ex prefetto Ferrante, assolto
La Corte di Assise del Tribunale di Taranto, nonostante la richiesta dell’accusa di 17 anni reclusione, ha assolto Bruno Ferrante, ex prefetto di Milano. L’uomo ha ricoperto, per poche settimane, l’incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Ilva nel 2012, poco prima del sequestro dell’area a caldo da parte e dei provvedimenti cautelari nei confronti della famiglia Riva.

Gianni Florido, 3 anni di reclusione
La Corte d’Assise di Taranto ha condannato Gianni Florido, ex Presidente della Provincia, a 3 anni di reclusione. L’uomo risponde di tentata concussione e ad una concussione consumata, reati che avrebbe commesso in concorso con l’ex assessore provinciale all’ambiente Michele Conserva – condannato a 3 anni – e l’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà – condannato a 21 anni e mezzo.

Giorgio Assennato, 2 anni per favoreggiamento
La Corte d’Assise di Taranto ha condannato a 2 anni Giorgio Assennato, ex direttore dell’Arpa Puglia, accusato di favoreggiamento nei confronti dell’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola – condannato a 3 anni e mezzo per concussione. Assennato avrebbe nascosto le pressioni subite da Vendola, affinché “attenuasse” le relazioni dell’Arpa, dopo i controlli ispettivi ambientali nello stabilimento siderurgico. Aveva rinunciato alla prescrizione.

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