sabato, 19 Giugno 2021

Sardegna, agricoltura: è stato d’emergenza per l’invasione di cavallette

In alcune zone della Sardegna, un'invasione di cavallette di eccezionale portata sta causando gravi danni alle produzioni agricole e zootecniche.

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In alcune zone della Sardegna, comprendenti i terreni che dalla Valle del Tirso portano al Goceano, un’invasione di cavallette di eccezionale portata sta causando gravi danni alle produzioni agricole e zootecniche.
L’evento naturale è così devastante che in alcuni comuni come quello di Noragugume è stato anche dichiarato lo stato d’emergenza, a causa del perdurare del fenomeno.
La presenza massiccia delle locuste in Sardegna è storica e ciclica, ma la loro nuova presenza è un mix tra conseguenza dei cambiamenti climatici e terre incolte, dovute alla crisi economica che ha investito anche l’agricoltura dapprima del Covid.
Il Presidente Coldiretti di Nuoro Ogliastra, Leonardo Salis, chiede ora che gli assessori regionali all’Agricoltura e all’Ambiente vadano nelle campagne invase dalla cavallette per “vedere con i propri occhi cosa sta succedendo e parlare con gli agricoltori che ancora una volta devono rinunciare ai loro raccolti e dovranno acquistare foraggio e mangimi per sfamare i propri animali”.
Salis chiede soprattutto che vengano prese delle decisioni, perché “non serve stanziare nessun euro per risarcimenti che non risolvono il problema ma investire in prevenzione”.

Come afferma il Direttore di Coldiretti Nu-Og, Alessandro Serra, le soluzioni per eliminare le cavallette infatti ci sarebbero: “Innanzitutto arare i terreni. In questo modo si distruggono le uova delle cavallette dove da una ne nascono circa altre 30. Lo abbiamo chiesto già dal 2019 e ripetuto fino alla nausea lo scorso anno”. 

A proposito interviene anche Luca Ruiu, Docente di Entomologia generale e applicata all’Università di Sassari, spiegando che se le cavallette sono di nuovo presenti dove erano l’anno scorso e quello precedente è perché la strategia di prevenzione non c’è stata o non è stata efficace.

Inoltre il docente aggiunge che “le cavallette si riproducono in terreni incolti o aridi, la pandemia potrebbe aver rallentato le azioni di lavorazione dei terreni. Per evitare la riproduzione bisogna agire quando gli insetti sono ancora allo stato larvale, adesso sono già in quella gregaria caratterizzata dal movimento, debellarle è impossibile“.

Conclude Ruiu: “Il problema è che nella zona al momento infestata ne sono rimasti pochi e adesso sarebbe necessario applicare più tecniche di contrasto, con un coordinamento tra diversi enti. Ci vuole anche un monitoraggio del territorio costante, che probabilmente con la pandemia è stato più complesso“.

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