domenica, 13 Giugno 2021

Hamburger Day, sua maestà il re del fast food: forza panino

Inventato a inizio Ottocento dal cuoco tedesco Otto Kuasw. Ben presto è diventato uno dei piatti più richiesti dai lavoratori del porto di Amburgo, per poi diffondersi negli Stati Uniti.

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Pronti ad affondare i denti in un panino ripieno di carne, insalata, cheddar e salse varie? Il momento giusto potrebbe essere proprio oggi, 28 maggio, giorno in cui si celebra l’Hamburger day.

Uno dei food, street e fast, più conosciuti al mondo, che pare sia stato inventato ad inizi Ottocento dal cuoco tedesco Otto Kuasw, togliendo la salsiccia dal suo budello, appiattendola e friggendola nel burro, per poi servirla tra due fette di pane con un uovo all’occhio di bue. Ben presto divenne uno dei piatti più richiesti dai lavoratori del porto di Amburgo.

In breve tempo la ricetta dell’hamburger, si diffuse negli Stati Uniti, soprattutto tra la classe operaia. Nel corso degli anni, non sono mancate le rivendicazioni di paternità della ricetta dell’hamburger da parte di alcuni “ristoratori” americani.

Nel 1895 Louis Lassen ha aperto il Louis Lunch Wagon, un locale mobile, ricavato da una carrozza, nel Connecticut. Riconosciuto dal Library Congress come il luogo dove è stato venduto il primo hamburger nel 1900, il Louis Lunch divenne da lì a poco la “casa” dell’hamburger steak, ossia bistecca di quelli di Amburgo.

Hamburger simbolo del fast food
La consacrazione dell’hamburger a livello mondiale, arriva dopo la nascita della prima catena di fast food internazionale, McDonald’s, fondato dai fratelli McDonald, a San Bernardino, in California, nel 1940.

Nel corso degli anni, l’hamburger è diventato piatto nazionale americano, infatti, nel Paese a stelle e strisce, si consumano in media tre hamburger a testa a settimana, per un totale di 50 miliardi all’anno.

Anche se le catene internazionali servono al tavolo in maniera rapida gli hamburger, al giorno d’oggi, è ritornato alla ribalta il fenomeno dello “Street Food”, ovvero del “cibo da strada”. In ogni angolo del mondo sono presenti i “Food Truck”, piccoli veicoli per la ristorazione mobile, all’interno dei quali si preparano panini che vengono serviti rapidamente, per andare incontro alle esigenze dei tanti.

Il cibo da strada, infatti, è un fenomeno antichissimo: 3mila anni fa, nelle città greche e in Egitto gli ambulanti servivano piatti semplici e gustosi ai passanti.

A Pompei, nel 2020, durante la campagna di scavo nella Regio V, è stato scoperto addirittura un “Termopolio”, ossia il fast food degli antichi romani. Si tratta di un bancone nel quale erano incassate anfore di terracotta piene di vivande; ciò dimostra che i pompeiani erano soliti consumare cibo o bevande all’aperto.

Varianti dell’hamburger tradizionale
L’hamburger tradizionale richiede la carne di manzo, ma oggi esistono alcune interessanti varianti: vegetariano, vegano e gourmet. I consumatori continuano a prediligere gli hamburger con il cheddar, un formaggio a pasta dura di colore giallo, che ha origini nella città inglese di Cheddar, da cui prende il nome, e quelli con il bacon croccante.

L’Italia è diventata sempre più ghiotta di hamburger, ma famoso è il proverbio: “Paese che vai, usanza che trovi”. Un dato di fatto è che l’hamburger, in Italia, non andrà mai a soppiantare le prelibatezze della tradizione culinaria italiana.

Secondo i dati del delivery Just Eat, sempre più italiani scelgono di consumare gli hamburger in casa. Gli ordini a domicilio sono cresciuti del +27% rispetto al 2019 e nei primi mesi del 2021 ne sono stati ordinati quasi 135.000 chili. Ma questo aumento potrebbe essere solo legato alle nuove abitudini in pandemia.

Città italiane in cui vengono ordinati più hamburger
Sempre in base ai dati di Just Eat, nella classifica italiana, spiccano i consumi di:

  • Roma con quasi 52mila chili di hamburger ordinati nel 2020. Lo street food romano per eccellenza resta, però, il panino con la porchetta, pietanza tradizionalmente povera, ma estremamente piena di gusto.
  • Genova: 24.499 chili. La passione dei genovesi è l’hamburger di Chianina, con l’aggiunta di pesto di basilico, vera e propria istituzione del patrimonio culinario ligure.
  • Milano: 15.939 chili. L’hamburger che va per la maggiore tra i meneghini è il tomino burger, ma il piatto tipico della tradizione culinaria lombarda, resta la cotoletta alla milanese, fritta nel burro chiarificato.
  • Bologna: 12.987 chili. I bolognesi apprezzano la variante con carne di Angus, la razza bovina più antica al mondo e quella con l’aggiunta di una fetta di mortadella Bologna IGP (indicazione geografica protetta, ndr).

Per i più audaci o per i vegetariani, non mancano i burger con la fake meat, che sembrano essere fatti di carne, per consistenza e sapore, ma in realtà prodotti con le sole proteine vegetali.

Food Affairs afferma che il periodo in cui si consumano più hamburger è l’inverno e che la fascia di età in cui prevalgono i “mangiatori di hamburger” è quella tra i 25 e i 34 anni (38%), seguiti dalla fascia 35-44 anni (25%). Questi ultimi due dati sconvolgono la convinzione comune che a mangiare gli hamburger siano soprattutto gli adolescenti, solo al quarto posto della classifica.

Curiosità e bizzarrie sugli hamburger
Secondo il sito dei Guinness dei Primati, il panino più costoso al mondo è preparato al Juicys Foods and Ovations Foodservices in Oregon. Certificato nel 2011, costa cinquemila dollari (oltre 4.500 euro), e pesa 352.44 chili. La ricetta è segretissima, ma non quanto quella della più famosa Coca Cola, custodita in una Banca di Atlanta.

Lo stesso sito dei Guinnes fa riferimento alla Germania, per citare il panino più grosso al mondo, preparato nel 2017. Realizzato da Wolfgang Leeb, Tom Reicheneder, Rudi Dietl, Josef Zellner, Hans Mauerer e Christian Dischinger, pesava ben 1.164,2 chili e conteneva tre enormi polpette di carne, insalata, cetrioli, cipolla, lattuga, pomodori. Il tutto racchiuso in un panino davvero maxi.

Dunque, non resta che celebrare l’hambuger, uno dei piatti più rappresentativi del fast food americano, assaporandone le varianti presenti sul mercato o sbizzarrirsi nel prepararlo da sé per dare vita alle proprie fantasie culinarie. O ad un nuovo primato.

“Adoro i panini. Diciamolo chiaro, la vita è più bella tra due pezzi di pane” (cit. Jeff Mauro, chef)

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