sabato, 19 Giugno 2021

Caso Pipitone, l’autore lettera ha un nome: “Denise piangeva e urlava aiuto mamma”

L'autore della lettera anonima si è palesato all'avvocato di Piera Maggio: la bimba sarebbe stata portata via da tre persone in auto, urlava "aiuto mamma".

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Novità sul caso Denise Pipitone, la bambina di 4 anni scomparsa da Mazara del Vallo l’1 settembre 2004.

L’uomo che aveva inviato una lettera anonima raccontando quello che vide il giorno della scomparsa ora ha un nome. Dopo numerosi appelli lanciati nei giorni scorsi dall’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, mamma di Denise, l’uomo si è presentato nello studio del penalista.

Secondo livesicilia.it, l’uomo vive in un paese della provincia di Trapani ma 17 anni fa risiedeva a Mazara del Vallo. Nella sua lettera anonima ha raccontato di essere rimasto in silenzio finora per paura di ritorsioni, ma di aver visto quel giorno la bambina in un auto con tre persone, piangeva e urlava “aiuto mamma”.

Sulla scomparsa di Denise la Procura di Marsala ha recentemente aperto un’inchiesta a carico di Anna Corona, ex moglie del padre naturale della bimba, e di Giuseppe Della Chiave, nipote di Battista Della Chiave, testimone sordomuto, che aveva rivelato di aver visto la piccola in un capannone di Mazara del Vallo.

Soltanto ieri l’avvocato Frazzitta aveva affidato una perizia grafologica alla consulente Sara Cordella di Venezia, grafologa forense, per accertare la paternità della firma sul registro delle presenze nel posto di lavoro di Anna Corona. La donna, iscritta nei giorni scorsi nel registro degli indagati dalla Procura di Marsala insieme a Giuseppe Della Chiave, è l’ex moglie di Piero Pulizzi, il papà naturale di Denise e attuale marito di Piera Maggio.

Anna Corona ha sostenuto che quando avvenne il sequestro di Denise era al lavoro, ma dagli accertamenti emerse che in realtà si sarebbe allontana dall’albergo di cui era dipendente. Una collega di lavoro, Francesca Adamo, ha raccontato alla trasmissione tv Chi l’ha visto di avere firmato lei il registro presenze, il cui orario d’uscita segnava le 15.30. La donna ha aggiunto che intorno all’ora di pranzo Anna Corona sarebbe stata raggiunta sul luogo di lavoro dalle due figlie una delle quali, Jessica Pulizzi, è stata processata e assolta dall’accusa di sequestro di persona.

Se la perizia grafologica dovesse confermare le dichiarazioni di Francesca Adamo, cadrebbe uno degli alibi di Anna Corona che, anche di recente, ha ribadito la sua estraneità alla vicenda sostenendo di essere sottoposta insieme alle sue figlie a un “processo mediatico” e aggiungendo di “non avere nulla da nascondere”.

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