giovedì, 21 Ottobre 2021

Covid, operatore sanitario rifiuta vaccino. Tribunale conferma la sospensione: “Prima il diritto alla salute”

Una sentenza che segna un punto sulle recriminazioni dei no vax, chiarendo che sia “da ritenere prevalente sulla libertà di chi si oppone al vaccino anti Covid il diritto alla salute di soggetti fragili che entrano in contatto con gli operatori sanitari”

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Ci troviamo a Bussolengo, in provincia di Verona. Qui, il presidente di un centro per anziani, Gilberto Pozzani ha sospeso dal lavoro un operatore socio sanitario no vax sostenendo l’idea per la quale “Prevale il diritto alla salute dei fragili“. L’uomo, che si ritrova senza stipendio dal mese di gennaio scorso, si è rivolto al Tribunale di Verona che, però, ha respinto il suo ricorso emettendo una sentenza che si basa sul principio che è essenziale l’immunizzazione di chi offre assistenza e cura”.

Il ricorso è stato rigettato dal Tribunale di Verona che ha tenuto conto dell’entrata in vigore del decreto legge 44/2021, che stabilisce come la vaccinazione per prevenire il Covid “costituisca requisito essenziale per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati”. Il giudice Cristina Angeletti ha richiamato poi la sentenza del Tribunale di Belluno, emessa dopo la causa intentata da otto operatori di due Rsa, tutti renitenti al vaccino.

Una sentenza che segna un punto sulle recriminazioni dei no vax, chiarendo che sia “da ritenere prevalente sulla libertà di chi si oppone al vaccino anti Covid il diritto alla salute di soggetti fragili che entrano in contatto con gli operatori sanitari”. Il Presidente del centro anziani in questione riferisce inoltre con orgoglio: “Siamo stati i primi a fine gennaio a decidere la sospensione del lavoratore, in piena pandemia, con una situazione di legge non ancora molto chiara. Eravamo e siamo determinati a fare tutto il possibile per tutelare la salute dei nostri ospiti, che i loro familiari ci affidano. Siamo dunque soddisfatti della decisione del giudice, che dà atto della legittimità del nostro operato”.

L’operatore socio sanitario rimarrà dunque sospeso e senza stipendio fino al termine previsto dal Dl 44, ovvero il 31 dicembre 2021, o fino a quando non deciderà di sottoporsi al vaccino. Ciò a meno che non faccia appello alla Cisl fp la quale “difende lavoratrici e lavoratori quando vi sono delle violazioni delle norme e dei contratti” secondo quanto spiega Giovanni Zanini, segretario generale della funzione pubblica veronese.

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