domenica, 24 Ottobre 2021

Tragedia del Mottarone, 3 fermi nella notte. Sul web la foto poco prima della tragedia

Sono scattati tre fermi nei confronti del gestore della ferrovia Luigi Nerini e di due altri responsabili. Secondo l'accusa, il loro gesto fu consapevole nella non rimozione del forchettone che disattiva i freni, per evitare un blocco manutentivo.

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Nella notte sono stati disposti tre fermi che coinvolgono il gestore dell’impianto, Luigi Nerini, il direttore dell’esercizio e il responsabile del servizio. A loro carico ci sono “gravi indizi” di colpevolezza.

La decisione è arrivata dopo una giornata di interrogatorio della procuratrice di Verbania, Olimpia Bossi, che ha sottolineato come gli indagati fossero materialmente consapevoli che la cabina viaggiava senza freni dal giorno della riapertura. Ossia dal 26 aprile.

Le tre persone fermate, devono ora rispondere di “rimozione od omissione dolosa di cautele” previsto dell’articolo 437 del codice penale che punisce chi “omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia”. Ipotesi aggravata “se dal fatto deriva un disastro”.

La procuratrice ha inoltre spiegato che il “forchettone”, ovvero il dispositivo che consente di disattivare il freno, è stato messo e mai rimosso. Con molta probabilità, sarebbe questa la principale causa dello schianto della cabina. Tale dispositivo è stato azionato perché dava la possibilità di aggirare un’anomalia ai freni che durava da un mese e mezzo.

“Abbiamo potuto accertare dai reperti analizzati in questi due giorni e in particolare dall’analisi dei reperti fotografici che la cabina precipitata presentava il sistema di emergenza dei freni manomesso, cioè non era stato rimosso o meglio era stato apposto il forchettone che tiene distante le ganasce dei freni che dovrebbe dovuto bloccare il cavo in caso di rottura del cavo”.

Un scelta fatale per le 14 perone che viaggiavano sulla cabina. Gli indagati, rispetto alle consapevoli anomalie del sistema frenante dell’impianto, si sono giustificati dicendo che quanto commesso sia stato fatto per “superare le difficoltà economiche ed evitare che l’impianto si fermasse a lungo”.

Quindi, avrebbero preferito “disinnescare” il sistema frenante di sicurezza della cabina precipitata. Con la “convinzione che mai si sarebbe tranciato il cavo si è corso il rischio”.

Sul web la foto del piccolo Eitan prima della tragedia

E sul web, gira una foto in cui si vede l’ultimo istante felice prima della tragedia. Il piccolo Eitan è nella cabinovia, di spalle al padre mentre gli scatta la foto e accanto al bisnonno.

Eitan è l’unico sopravvissuto, ritrovato all’interno della cabina abbracciato al padre che così lo ha, forse, protetto e salvato. L’altro figlio di due anni, invece, è stato sbalzato fuori e ritrovato decine di metri più lontano.

Il bimbo di 5 anni israeliano come l’intera sua famiglia che ha perso la vita nella tragedia, ha gambe, un braccio torace fratturati è sedato. I medici hanno detto che c’è speranza, nonostante le sue condizioni siano gravi. Intanto, hanno iniziato un lento risveglio.

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