mercoledì, 23 Giugno 2021

Tragedia del Mottarone, lento risveglio di Eitan. I primi indagati

Prosegue senza sosta il lavoro degli inquirenti sulle cause dell'incidente e, a sole 48 ore dalla tragedia in cui domenica hanno perso la vita 14 persone, ci sarebbero già i primi indagati.

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Inizia il lento risveglio dal coma farmacologico per il piccolo Eitan, il bambino di 5 anni sopravvissuto alla tragedia della funivia Stresa-Mottarone, ricoverato all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino. “La risposta del bambino è positiva – spiega il direttore generale della Città della Salute, Giovanni La Valle – comincia a dare i primi segnali di risveglio con colpi di tosse e alcuni momenti di respiro spontaneo. Ma in termine precauzionali stiamo andando con più calma e attenzione proprio perché la situazione del bambino è critica, seppur abbiamo dei segnali positivi“.

L’equipe medica afferma che il piccolo ha risposto bene alle cure e che gli esami a cui è stato sottoposto ieri, in particolare la risonanza magnetica, non evidenziano danni neurologici, sia a livello cerebrale sia a livello del tronco encefalico. “L’equipe medica ha iniziato l’iter del risveglio, che consiste nel ridurre i dosaggi dei farmaci che lo stanno tenendo in coma farmacologico – dice ancora La Valle -. Nelle prossime ore ci sarà una riduzione sempre più graduale“.

Intanto è partita a Milano una gara di solidarietà per il piccolo Eitan. La Fondazione scuola ebraica di Milano, in cui era impiegato il papà, Amit Biran, ha lanciato una raccolta di emergenza, per sostenere la famiglia israeliana ([email protected]).

Prosegue senza sosta il lavoro degli inquirenti sulle cause dell’incidente e, a sole 48 ore dalla tragedia in cui domenica hanno perso la vita 14 persone, ci sarebbero già i primi indagati. Rispetto alle presunte responsabilità, si indaga sullo stato di manutenzione dell’impianto e sul mancato funzionamento del sistema di frenata di sicurezza, senza escludere la possibilità di un errore umano, come ha spiegato il procuratore capo di Verbania, Olimpia Bossi: l’errore umano “fa parte degli accertamenti che devono essere fatti, non è riscontrabile a occhio nudo da un video che non ha neanche una qualità eccelsa. Tutto è stato coperto e repertato e sarà a disposizione dei consulenti tecnici“.

In particolare, in queste ore, l’attenzione è stata concentrata su una foto scattata successivamente alla tragedia. La foto del Soccorso alpino ritrae un “forchettone”, un elemento metallico che serve a tenere aperte le ganasce dei freni. Questo elemento andrebbe tolto quando la cabina è occupata dai passeggeri, perché impedisce altrimenti la frenata in caso di emergenza, come ad esempio nel caso di rottura del cavo trainante. È questo uno degli elementi su cui la procura di Verbania cerca di fare chiarezza e che, insieme alla rottura del cavo trainante, potrebbe aver determinato il volo nel vuoto della cabina per circa 20 metri.

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