domenica, 24 Ottobre 2021

Marche, i sindacati contro le morti sul lavoro: “Fermiamo la strage”

Manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil Marche, slogan davanti alla sede della Regione, nuove proposte per impedire altri incidenti sul lavoro.

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La manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil Marche davanti alla sede della Regione Marche quest’oggi per sensibilizzare sul tema della salute, della sicurezza sul lavoro e in particolare della prevenzione, è stata caratterizzata da due slogan: “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”, “Zero morti sul lavoro”.

Inoltre i manifestanti hanno urlato in coro: “Basta morti su lavoro”, sventolando bandiere delle sigle sindacali.

Gli elementi sottolineati dai segretari generali marchigiani Daniela Barbaresi (Cgil), Sauro Rossi (Cisl) e Claudia Mazzucchelli (Uil), sono stati i seguenti: oltre 4mila infortuni sul lavoro da inizio anno (3 mortali), 200mila negli ultimi dieci anni (358 mortali), e un “gap importante per gli investimenti”.

I segretari hanno incontrato il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, per verificarne la disponibilità ad avviare un percorso per concretizzare risposte a impegni precisi sul tema.

I sindacati gli hanno consegnato un pacchetto di proposte. Tra queste, l’incremento degli organici dedicati alle attività di vigilanza e invito alla Regione a procedere subito a definire un Piano Mirato di prevenzione e di Piani di prevenzione tematici come previsto dal Piano della Prevenzione 2020-2025.

Cgil, Cisl e Uil Marche chiedono “un’azione forte e decisa da parte di tutti, dalle imprese alle istituzioni, investendo in sicurezza, prevenzione ma anche formazione, lavoro stabile e di qualità e condizioni di lavoro dignitose”.

Nelle Marche sono “troppo poche le risorse destinate alla prevenzione, 101,2 milioni di euro nel 2019 ovvero 2,8% della spesa sanitaria a fronte di una media nazionale del 4,4%”.

La posizione dei sindacati, per quanto osservato da Acquaroli, parlando ai manifestanti, è “condivisibile sotto molti aspetti tra cui il primo, quello della prevenzione, un’azione che la Sanità pubblica deve mettere in campo recuperando la funzionalità della medicina del territorio”.

Ha osservato, infine: “Partiamo da un gap molto importante e dobbiamo impegnarci per capire insieme per le risposte da mettere in campo: cercheremo di fissare un incontro e iniziare un dibattito sperando che possa, nel più breve tempo, essere proficuo e dare a breve, anche nel nuovo piano sociosanitario, delle risposte strutturali a queste esigenze”.

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