domenica, 26 Settembre 2021

Il Report su lavoro e felicità: al Sud si è più soddisfatti

Terza analisi condotta dall’Associazione “Ricerca Felicità” sullo stato di felicità e benessere dei lavoratori italiani che ha coinvolto 1.314 lavoratori attivi nell'analisi, raccogliendo dati puntuali e differenziati per genere, generazione e area geografica.

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“Quando mi sveglio per andare a lavorare mi sento felice?” è una delle domande dalla terza analisi condotta dall’Associazione “Ricerca Felicità” sullo stato di felicità e benessere dei lavoratori italiani. Uno studio nato dall’incontro tra Elehubm (società benefit) e Sandro Formica (docente all’Università di Palermo e visiting professor di Strategia Aziendale all’Università Bocconi di Milano) ha coinvolto 1.314 lavoratori attivi nell’analisi, raccogliendo dati puntuali e differenziati per genere, generazione e area geografica.

Notizia sorprendente, come afferma Sandro Formica, vicepresidente e direttore scientifico dell’Associazione Ricerca Felicità, la sofferenza del Nord-Est contrapposta ad un’inaspettata felicità al Sud: “Se alcuni dati erano già visibili a occhio nudo, analizzando in maggior dettaglio la significatività statistica, ci siamo sorpresi di alcuni risultati, soprattutto per quanto riguarda le differenze per aree geografiche, dove è emerso un Sud più felice sul posto di lavoro ma, di contraltare, un Nord Est in sofferenza“.

Alla domanda: “Quando mi sveglio per andare a lavorare, mi sento felice?” quindi, il più alto tasso di positività si registra al Sud, con una concentrazione di risposte con punteggio oscillante tra 4 e 6 su una scala da 1 a 6, e una forte negatività al Nord Est, dove la maggior parte delle persone ha dato valori oscillanti tra 1 e 3.

Sarà per il sole, per il mare o si tratta davvero di un tessuto lavorativo di qualità superiore a quello del Nord, nonostante le ben note carenze strutturali e l’enorme gap, soprattutto di genere, rendano spesso difficile trovare un’ occupazione al Sud? Al Sud si è più appassionati, felici, entusiasti del proprio lavoro e del proprio contributo anche all’interno della propria organizzazione lavorativa, con indici di appagamento di gran lunga superiori a quelli del Nord-Est.

“Quest’analisi ci ha stupito e interrogato perché ha messo in evidenza come la presunta correlazione tra felicità e produttività non sia stabile nelle regioni italiane del Nord Est. Oggettivamente parlando, si tratta di regioni con un alto tasso di produttività, che tuttavia non si sentono pienamente appagati sul lavoro. Sarebbe molto interessante approfondire questo aspetto per comprenderne le ragioni di fondo”, afferma Elga Corricelli, co-founder dell’Associazione Ricerca Felicità.

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