domenica, 24 Ottobre 2021

Golpe militare in Mali: arrestati presidente, primo ministro e ministro della difesa

Tre alte cariche sono state arrestate dai militari e portate nel quartier generale di Kati. Nove mesi fa il primo colpo di Stato

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Dopo soli nove mesi, il Mali rivive un nuovo colpo di Stato militare. Secondo fonti diplomatiche e governative, il presidente Bah Ndaw, il primo ministro Moctar Ouane e il ministro della difesa Souleymane Doucoure, sono stati sequestrati dai militari e portati forzatamente nel loro quartier generale nei pressi di Kati, non lontano dalla capitale Bamako.

“Stiamo seguendo da vicino gli eventi e rimaniamo impegnati a sostenere la transizione – twitta Minusma, la missione delle Nazioni Unite in Mali – Chiediamo calma e chiediamo il rilascio immediato e incondizionato del presidente e del primo ministro. Coloro che li detengono saranno ritenuti responsabili. Devono garantire il benessere dei detenuti”.

Ndaw e Ouane erano stati incaricati di supervisionare una transizione di 18 mesi al governo civile, prima delle elezioni legislative e presidenziali di febbraio 2022; lo scorso agosto, infatti, il Paese era stato teatro di un primo golpe militare che aveva rovesciato l’allora presidente Ibrahim Boubacar Keita. Il putsch sarebbe stato ordinato dagli stessi colonnelli coinvolti nel 2020, ma le loro intenzioni non sembrano essere chiare.

Un alto funzionario del governo maliano ha riferito all’agenzia di stampa inglese Reuters che tali azioni “sono probabilmente mirate a far tornare Ndaw e Ouane al loro posto di lavoro.” Un ufficiale a Kati ha detto che non si trattava di un arresto. “Quello che hanno fatto non è buono”, ha detto la fonte, riferendosi al rimpasto di governo.
L’Unione africana, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale, l’UE e gli Stati Uniti hanno condannato gli arresti, affermando che i massimi politici del Mali devono essere rilasciati senza precondizioni. J. Peter Pham, ex inviato speciale degli Stati Uniti per il Sahel, membro del Consiglio Atlantico, ha detto a Reuters che si tratta di un evento “deplorevole, ma non sorprendente: l’accordo concordato dopo il colpo di Stato dello scorso anno non era perfetto, ma era un compromesso concordato da tutti i principali stakeholder maliani e internazionali”. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, parlando ai giornalisti dopo un vertice dei 27 leader dell’UE, ha riferito che quanto accaduto “è molto grave e siamo pronti a prendere in considerazione le misure necessarie”.

“I capi di Stato riuniti al Consiglio europeo chiedono l’immediata liberazione del presidente del Mali Bah Ndaw e del primo ministro Moctar Ouane”. Lo scrive su Twitter l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell. “Saranno adottate sanzioni contro coloro che intralciano la transizione”, aggiunge il politico spagnolo

 

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