mercoledì, 20 Ottobre 2021

Predappio, lite per la tomba di Mussolini: eredi divisi sulla riapertura della cripta ai visitatori

Orsola e Vittoria, nipoti del figlio primogenito del Duce, hanno sporto denuncia ai Carabinieri per aver trovato la serratura della cripta cambiata a loro insaputa e chiamato un fabbro per riaprirla.

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Dal 28 aprile 1945, giorno della morte di Mussolini, le discussioni sulla carismatica quanto enigmatica figura del “Duce d’Italia” non si sono ancora estinte, soprattutto per i nostalgici dell’epoca fascista; tantomeno quelle relative al luogo che dovrebbe accoglierne le spoglie mortali esclusivamente per il suo “eterno riposo”.

Dal 2017, infatti, dopo alcuni lavori di ristrutturazione del monumento funebre, voluti dalle due nipoti per la riapertura al pubblico del luogo ai visitatori, non solo in tempo di ricorrenze, le cose sembrano cambiare di volta in volta in maniera altalenante.

Sul piatto della bilancia, infatti, non vanno dimenticati gli interessi degli altri eredi della famiglia Mussolini a decidere delle sorti del monumento, in particolare quelli della nipote Rachele, figlia di Romano Mussolini, fratello del padre di Orsola e Vittoria.

Proprio da questa movimentata discussione familiare nasce la vicenda di questi ultimi giorni, riferita dal Resto del Carlino, al quale Orsola e Vittoria, avrebbero raccontato che, una volta recatesi al cimitero di Predappio per far visita al nonno, avrebbero trovato la serratura cambiata, e per questo, avrebbero deciso di chiamare un fabbro per aprirla e i Carabinieri per sporgere denuncia contro gli autori del gesto.

Il risultato di questi “tira e molla” tra parenti sulla futura destinazione del monumento funebre di Mussolini, sempre più al centro dell’attenzione da parte di quanti vi si recano assiduamente per visitare la salma del Duce, è la ribattuta degli altri parenti coinvolti nella vicenda: questi ultimi, infatti, per difendersi hanno espresso pareri in contrasto con quelli delle due sorelle; “Orsola e Vittoria Mussolini – avevano scritto – non sono titolate ad effettuare nessun annuncio pubblico riguardante la Cripta senza la preventiva discussione e nulla osta da parte della maggioranza della famiglia. Purtroppo il loro poco provvido annuncio ha generato confusione e false aspettative. Ci rammarichiamo per questi inconvenienti. È obiettivo di tutti i familiari riaprire la Cripta, e a tal proposito stiamo concordando come poter gestire al meglio, in sicurezza e con buon senso la riapertura al pubblico a partire da questa estate”.

Una vera e propria contesa per capire a chi, fra i discendenti, spetti la giurisdizione sul monumento funebre e sulle aperture al pubblico, magari tramite l’affidamento dello stesso a una fondazione creata ad hoc per questo scopo, anche con l’aiuto dell’amministrazione comunale.

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