mercoledì, 22 Settembre 2021

Vaccini, brevetti e aiuti: dal Global Health Summit di Roma sostegno ai Paesi in via di sviluppo

"Vaccinare tutti, ovunque, adesso" sono state le parole d'ordine per Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea e del Premier Mario Draghi.

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Global Health Summit, tenutosi ieri a Roma, ha coinvolto i leader del G20, scienziati, organizzazioni internazionali e società civile; come risultato finale ha prodotto una “Dichiarazione di Roma“. “Vaccinare tutti, ovunque, adesso” sono state le parole d’ordine per Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e del Premier Mario Draghi.

Dal Presidente del Consiglio italiano la proposta: “Sospendiamo i brevetti”, una misura “mirata, limitata nel tempo e che non metta a repentaglio l’incentivo ad innovare per le aziende farmaceutiche”. Idea inizialmente lanciata dal presidente americano Biden, che si è inserita trovando l’approvazione anche del francese Emmanuel Macron, dello spagnolo Pedro Sanchez e della cancelliera Angela Merkel. Benché, il brevetto sia su comunque su base volontaria.

La presidente della Commissione Ue è determinata a “garantire il sistema di proprietà intellettuale”, e annuncia che a giugno sarà possibile intraprendere anche una “terza via”: l’impegno delle tre grandi case farmaceutiche americane in gioco – Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson – a mettere a disposizione 3,5 miliardi di dosi per i Paesi poveri per il biennio 2021-2022.

Precisa che non si tratta di donazioni, ma della vendita a prezzo di costo agli Stati a basso reddito e a prezzo ridotto a quelli a medio reddito. Nel dettaglio, Pfizer metterà a disposizione 2 miliardi di dosi, di cui 1,3 per il solo 2021, Moderna fino a 995 milioni e J&J fino a 500 milioni.

L’Unione Europea, secondo quanto affermato da Draghi, donerà 100 milioni di dosi entro il 2021, Francia e Germania ne promettono 30 milioni ciascuna attraverso il programma Covax, e l’Italia 15, più altri 300 milioni di euro di sostegni finanziari per aiutare i Paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa, a produrre vaccini in proprio anche col contributo di aziende farmaceutiche italiane.

Il presidente cinese Xi Jinping, promette altri 3 miliardi di dollari in aiuti per i prossimi 3 anni e conferma che Pechino contribuirà ancora a  fornire “al mondo” dosi dei suoi preparati anti-Covid, dopo i 300 milioni già donati a diversi Paesi, in quella che è stata ribattezzata la “diplomazia dei vaccini” volta ad allargare la propria sfera di influenza sfruttando la crisi sanitaria mondiale.

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